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"Tornare sì, ma in sicurezza"

"Tornare sì, ma in sicurezza"

Gli avvocati Leonardo Roscioni e Gianluca Marra, legali dei 15 operatori di San Lorenzo ancora sulla trincea, evidenziano le carenze della nuova struttura e chiedono all'amministrazione di tornare sui propri passi. Preoccupate le superfetazioni

CIVITAVECCHIA – “Sarebbe davvero grave se l’amministrazione comunale procedesse realmente a forzature come quelle ventilate in questi giorni nei confronti degli operatori mercatali di San Lorenzo, quali lo sgombero forzato dagli attuali box per trasferirli coattivamente nei nuovi box, o sanzioni amministrative di qualsiasi genere”. Lo hanno sottolineato gli avvocati Leonardo Roscioni e Gianluca Marra, legali dei 15 operatori che sono ancora sulla trincea ferroviaria secondo i quali la procedura esperita dal Comune è illegittima “avendo esso utilizzato la cosiddetta potestà di autotutela esecutiva anziché quella ordinaria, che deve applicarsi – hanno spiegato – per il recupero del possesso di immobili appartenenti al suo patrimonio disponibile. Ma soprattutto i nuovi box di San Lorenzo dove si vorrebbe obbligarli immediatamente a tornare, sono privi del collaudo tecnico-amministrativo, prescritto ai sensi del Decreto Legislativo 163/2006 per determinare la completa agibilità dei locali e necessario per potervi esercitare regolarmente le attività commerciali previste. Tralasciando innumerevoli altre carenze delle strutture, quali la mancanza delle tende protettive prescritte a livello igienico-sanitario e simili”.
Secondo i legali una amministrazione come quella a Cinque Stelle, che ha più volte proclamato di avere a cuore il concetto di legalità, “non può certo avallare procedure e situazioni di illegalità, che vedrebbero loro malgrado i commercianti – hanno aggiunto – costretti a rivolgersi alla magistratura per veder tutelati i loro diritti ad ogni livello. I mercatali, sia chiaro, vogliono tornare al più presto nell’originaria collocazione del mercato e vederlo finalmente restituito alla città, ma naturalmente vogliono che ciò avvenga in condizioni nelle quali gli stessi possano operare senza rischi per la sicurezza e soprattutto in un mercato unito e ritrasferito nella sua interezza, non solo in parte e frammentato, perché ciò comporterebbe la morte dello stesso e delle attività commerciali che da tempo immemore lo caratterizzano. In questo senso le recenti conferme dell’assessore al ramo sulla mancanza del collaudo statico del ristrutturato mercato ittico, con i conseguenti rischi statici non solo per lo stesso, ma anche per le strutture vicine, comprese le superfetazioni e gli stessi box di San Lorenzo, che allunga di molto i tempi della sua agibilità, confermano – hanno sottolineato i due avvocati – purtroppo che l’ipotesi del frazionamento del mercato sarebbe realtà, con i conseguenti gravi disagi per i commercianti, ma anche per gli utenti. Ed allora che la ragionevolezza ed il dialogo prevalgano: noi legali l’avevamo chiesto invano già con due istanze in autotutela presentate all’amministrazione comunale tra la primavera e l’estate, ma invece degli incontri richiesti il Comune ha preferito inviare, in pieno agosto, delle ordinanze di sgombero, tra l’altro con procedure giuridicamente errate. Riteniamo che la città non abbia bisogno di ulteriori tensioni sociali che inevitabilmente scoppierebbero se tante famiglie vedessero a repentaglio il loro lavoro, e questo per assurdo neppure a fronte del vantaggio di riavere un mercato finalmente unificato. Riteniamo che nella situazione attuale – hanno concluso Roscioni e Marra – non vi sia bisogno di un inutile e dannoso braccio di ferro, ma solo che l’Amministrazione rispetti le leggi e le procedure ed ascolti le ragioni degli operatori, cittadini suoi amministrati e non una categoria da trattare come insubordinati. Certamente i ritardi nell’ultimazione dei lavori al mercato non sono colpa dell’attuale amministrazione: ma la stessa ha ora nelle sue mani la possibilità di tutelare i mercatali, attendendo, oppure di passare alla storia come quella che ha affossato e distrutto definitivamente una realtà secolare come il mercato. Siamo certi che non può esservi alcuna alternativa al buon senso ed al rispetto delle leggi: tornare sui propri passi non sarebbe una dimostrazione di debolezza, ma al contrario di avvedutezza e di buona amministrazione, da parte di un Comune che dialoga con il proprio tessuto sociale e concerta con le varie categorie le migliori soluzioni per lo sviluppo ed il miglioramento della città”.
Questa mattina, intanto, la delegata Rosanna Lau si è presentata al mercato con la nuova planimetria degli stalli dell’ortofrutta, che dovrebbero essere ridisegnati tra domani e venerdì, per il trasferimento previsto per lunedì. Ma non tutti gli operatori sarebbero d’accordo, soprattutto alla luce dell’allungamento dei tempi di riapertura dell’ittico. E anche gli animi delle superfetazioni sono alquanto agitati. «Ad oggi – hanno spiegato – si parla di spostamento di San Lorenzo ed ortofrutta per liberare la trincea. E noi? Siamo attività commerciali, ad esempio, in procinto di effettuare ordini per le festività natalizie e non sappiamo come comportarci. Chi pagherà i danni? L’assessore ci ha convocati una sola volta, a fine giugno. Poi non c’è stata alcuna collaborazione tra Amministrazione ed operatori come invece viene detto dal Sindaco. Noi siamo sempre qui». Le casette potrebbero essere dislocate di nuovo attorno all’ittico temporaneo su piazza XXIV Maggio, per quanto non si sa, andando di fatto a creare così ‘‘due mercati’’. Ed i lavori di ristrutturazione della palmetta? Nessuno ufficialmente ne parla: in quel caso si tratterebbe di aprire un nuovo cantiere accanto all’ortofrutta.
 

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