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Valorizzazione del patrimonio archeologico: Montalto in vetta

Valorizzazione del patrimonio archeologico: Montalto in vetta

Il comune castrense insieme a Canino in testa alla graduatoria regionale

MONTALTO DI CASTRO – I comuni di Montalto di Castro e Canino hanno partecipato all’avviso pubblico per presentare proposte progettuali volte alla riqualificazione e alla valorizzazione del patrimonio archeologico per il miglioramento della sua fruibilità e per la diffusione della conoscenza del patrimonio storico-culturale regionale. Il progetto dell’associazione tra i due comuni vale 1 milione e 200 mila euro ed è rivolto alla riqualificazione dell’ingresso ed area biglietteria del museo nazionale archeologico di Vulci. Sono previste la realizzazione di nuove aree destinate a parcheggio ed una biglietteria attrezzata di tutti i servizi, compresa una prima area di informazioni relative a ciò che si andrà poi a visitare. Sul bollettino ufficiale della Regione Lazio è stata pubblicata una prima graduatoria, con una divisone in tre fasce: su più di cento progetti presentati, quello dei comuni di Montalto e  Canino è stato posizionato nella prima, quindi con buona possibilità di essere finanziato. «Questa notizia – dichiara il sindaco Sergio Caci – è la chiara evidenza che anche la giunta Zingaretti ha coscienza di quanto siano importanti il parco archeologico e naturalistico di Vulci e il castello dell’Abbadia per la Regione Lazio. Migliorare la fruibilità significa dare maggior impulso alle visite e quindi avere più turisti sul territorio, dando la possibilità ad attività legate al turismo di nascere e crescere». «Un progetto che contribuirà allo sviluppo del turismo sul territorio – aggiunge il sindaco di Canino Mauro Pucci -. E’ uno degli obiettivi primari che stiamo portando avanti insieme all’amministrazione comunale di Montalto di Castro per rendere appetibile questo luogo straordinario. I risultati si stanno vedendo con gli scavi, le mostre, gli eventi al parco e al museo, grazie alla collaborazione della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria meridionale, della Regione Lazio e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo».

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