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Bimbi tra le siringhe a San Liborio

Bimbi tra le siringhe a San Liborio

Allarme degrado nel quartiere periferico. Tanti i problemi più volte sottolineati al Pincio. Grasso (La Svolta): «Non basta dire che non ci sono i soldi: occorre un intervento deciso»

CIVITAVECCHIA – «San Liborio abbandonato a se stesso peggio di prima. Non basta dire che non ci sono i soldi. È ora di dare una svolta». Sono le parole proprio del capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che questa mattina ha raccolto l’appello dei residenti del quartiere per un “giro turistico” tra le macerie di una zona abbandonata. Perché la situazione, negli ultimi esi, è peggiorata. In realtà il presidente della cooperativa di quartiere Daniele Regina e i ragazzi dell’associazione Civitas, che hanno organizzato l’iniziativa, avevano chiesto a tutte le forze politiche di partecipare. Ma solo Grasso e Giancarlo Frascarelli si sono presentati per un sopralluogo che ha messo in evidenza lo stato di abbandono e di degrado della zona. Non solo rifiuti abbandonati, erba alta, sporcizia e scarsa cura del quartiere. A preoccupare sono i cumuli di siringhe nel parco dove giocano i bambini, ferri arrugginiti lungo il cosiddetto ‘‘Percorso vita’’, visite di topi, campo sportivo e parco, punti di riferimento per i ragazzi e le famiglie del quartiere, completamente abbandonati. «Con la passata amministrazione – ha spiegato Regina – erano i ragazzi della cooperativa sociale ad occuparsi di tenere pulito e sistemato il quartiere: oggi questo non è più permesso, anzi ci viene quasi inibito. Abbiamo più volte sollevato i problemi al Comune, e alla stessa delegata, ma senza avere risposte». Intanto i 5 ottobre scadono le borse lavoro, in totale per 45 persone, e non verranno rinnovate. «Certo è – ha aggiunto Grasso – che vedere i bambini giocare tra le siringhe è inaccettabile. Occorre intervenire. Impiegando i tanti operai di Città Pulita oppure coinvolgendo cooperative sociali e piccole cooperative, per una manutenzione ordinaria oggi più che mai necessaria». «Oggi un solo candidato sindaco si è interessato dei problemi del quartiere – ha spiegato poi Giancarlo Frascarelli – abbiamo fatto un errore: forse tutti, io in primis, dovremmo fare un mea culpa».

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