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Caso Mangiapelo, oltre sei ore di discussione

BRACCIANO – Federica Mangiapelo è morta per asfissia da annegamento. E’ questo, alla fine, il responso della perizia del consulente del giudice per le indagini preliminari che nella tarda serata di giovedì ha spiegato il suo lavoro in aula, nel corso dell’incidente probatorio che è durato oltre sei ore. Il perito ha spiegato fin nel dettaglio quelle che sono state, secondo il suo parere, le cause del decesso della sedicenne. Di certo nei suoi polmoni c’erano circa venti centimetri d’acqua, la presenza di alghe e sabbia, che dimostrerebbero il decesso per asfissia di annegamento. Un aspetto che è stato poi ampiamente discusso anche dai consulenti di parte sia della famiglia di Federica, che di quelli del fidanzato, Marco Di Muro, accusato di omicidio volontario. Un aspetto che però lascia aperte le porte a qualsiasi ipotesi. Da un lato infatti si sostiene che quella perizia dimostra come la ragazza potrebbe essere stata uccisa, con qualcuno che potrebbe averle tenuto la testa premuta nell’acqua bassa del lago. Dall’altro invece si sostiene che la perizia dimostra invece che la ragazza è annegata da sola, magari per un malore dovuto a quella miocardite che la prima perizia aveva evidenziato. L’ultima parola comunque adesso spetta al pm Eugenio Rubolino, che dopo aver studiato le carte della discussione di ieri, dovrà decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio per Marco Di Muro.

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