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Dalle ceneri dell’Assotour nasce il Consorzio

Dalle ceneri dell’Assotour nasce il Consorzio

Gli operatori del Lido ricominciano da capo e chiudono l’associazione nata venti anni fa. E si danno appuntamento per il 30 settembre alle 16 presso la sala convegni dell’Hotel Villa Tirreno. Obiettivo: far ripartire la promozione turistica. La decisione dopo il contenzioso con il Comune e il blocco degli eventi estivi: «Quanto accaduto quest’anno non si deve mai più ripetere» 

TARQUINIA – Ultima spiaggia. Non è il titolo di un film; e neanche il nome di un futuristico stabilimento balneare o ristorante che dir si voglia. E’ solo l’opportunità finale rimasta agli operatori del Lido – in verità già fuori tempo massimo – per risollevare le sorti turistiche e balneari del territorio di Tarquinia, cercando di costruire una struttura organizzata in grado di elaborare idee e progetti nuovi, a partire dalla programmazione e dalla formazione, per rilanciare il settore al Lido, ma non solo. Un Consorzio, cioè, che azzeri tutto e ricominci da capo, perché «quello che è accaduto quest’anno non si deve mai più ripetere». Riparte così la triste storia dell’Assotur di Tarquinia, l’associazione di operatori del Lido nata nel lontano 1993 ed ormai definitivamente morta dopo una ingloriosa estate trascorsa senza uno straccio di evento attrattivo o spettacolo degno di nota. Di chi sia stata la colpa, oggi, è davvero poco importante dirlo. Il danno ormai – scuotono la testa gli operatori -, è stato fatto. L’Assotur alla fine ha dovuto pagare 10mila euro e poco più al Comune di Tarquinia che, per parte sua,  ha ‘abbonato’ gli interessi. Di fronte all’inaspettato ‘‘salasso’’, per quanto scontato,  l’associazione ha dovuto congelare gli eventi estivi per l’estate tarquiniese 2014, trascorsa in un ‘‘silenzio assordante’’ tra i commenti negativi di cittadini e villeggianti che hanno lamentato la carenza di servizi e attrattiva. Del resto, gli accordi che l’Assotur aveva preso con il Comune sembravano chiari: l’amministrazione comunale si era presa l’incarico di provvedere ai pagamenti Siae e suolo pubblico per gli eventi organizzati nel 2013 dall’associazione stessa che aveva provveduto al resto delle spese. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto: il Comune ha fatto marcia indietro, battendo cassa all’associazione, sulla base di errori incorsi nella documentazione. La richiesta di 15mila euro è poi scesa a 10mila, comunque una cifra non da poco per chi aveva già investito tempo e denaro con il solo intento di migliorare la qualità dell’offerta turistica di Tarquinia. Ma ormai, inutile piangere sul latte versato. Gli operatori hanno deciso di buttarsi le polemiche alle spalle e di ricominciare da zero. Anche perché, a onor del vero, qualcosa di buono c’è stato, come dimostra un articolo di fine estate apparso sul quotidiano La Repubblica che ha osannato la passione per la storia e la ricerca del buon gusto a Tarquinia. Tant’è. Chiuso un  capitolo, si riparte con il Consorzio: un nuovo inizio, di cui si parlerà martedì 30 settembre in un’assemblea pubblica indetta per le 16 presso la sala convegni dell’hotel Villa Tirreno.  Un appuntamento per commercianti, albergatori, ristoratori e operatori balneari del Lido per fare il punto della situazione e fare chiarezza su quanto accaduto  in questi mesi, ma soprattutto su come funzionerà il nascente consorzio. Un’occasione, quindi, per raccogliere adesioni e spiegare i risparmi consortili.  «Ormai – chiariscono alcuni operatori – le promesse non servono più, servono i fatti». A lavorare in stretta sinergia con gli operatori consorziati ci saranno avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro: insomma figure professionali che da oggi in poi tuteleranno le aziende del Lido e del territorio che tra gli obiettivi più prossimi si prefiggono di realizzare, ad esempio, un gruppo acquisti per garantire risparmio su costi di personale e costi di formazione, prospettando azioni in sinergia con la Regione e la Cna. A breve sarà aperto anche un ufficio dotato di una segretaria, per far ripartire il lavoro della promozione, che punta a creare pacchetti turistici. La parola ora passa agli operatori. E una cosa è certa: se all’assemblea non ci sarà una presenza consistente, allora, stavolta, veramente la colpa non potrà che essere di ciascuno. (a.r.)

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