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Cerasa contattò l'ucraino: ma di lui si sono perse le tracce

CIVITAVECCHIA – Ancora sorprese nell’ambito dell’indagine relativa alla malversazione ai danni dello Stato che vede indagato l’ex presidente del consiglio comunale Tiziano Cerasa. Tra queste c’è il fatto che si sono perse le tracce dell’altra persona che era stata raggiunta da ordinanza di custodia cautelare, l’ucraino Pauvlo Malakhov. Il collaboratore di Cerasa, che è accusato di aver concorso con l’esponente politico nella malversazione di circa 160mila euro, è tutt’ora latitante. Ma c’è un particolare aspetto che interessa non poco il pm Lorenzo Del Giudice, titolare di questa indagine, e che è stata oggetto di domande anche nel corso dell’ultimo interrogatorio di giovedì scorso. La questione riguarda un’intercettazione telefonica, registrata alle 4 di notte dello stesso giorno in cui la Guardia di Finanza eseguì una lunga perquisizione presso le sedi delle società di Cerasa, nel maggio scorso. In quella telefonata l’ex presidente del consiglio comunale parla proprio con Malakhov, e gli rivela di essere arrivato alla stazione di Napoli centrale. Cerasa poi chiede a Malakhov di portare e consegnargli “quei documenti”, che avrebbe atteso il suo arrivo nascosto all’interno dei bagni della stessa stazione di Napoli. Ma Cerasa, al contrario di quanto fatto su tutte le altre domande formulate dal pm, su questo specifico episodio, si è avvalso della facoltà di non rispondere, così come aveva fatto in precedenza anche nel corso dell’interrogatorio di garanzia di fronte al gip dopo il suo arresto.

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