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«Tutti uniti in un solo grido: fermiamo Cupinoro»

Comitati, cittadini e amministratori del comprensorio si danno appuntamento sabato alle 10 a Torrimpietra per dire no all’ampliamento della discarica La protesta continuerà con una manifestazione prevista anche a Cerveteri l’11 ottobre

Comitati, cittadini e amministratori del comprensorio si danno appuntamento sabato alle 10 a Torrimpietra per dire no all’ampliamento della discarica La protesta continuerà con una manifestazione prevista anche a Cerveteri l’11 ottobre

FIUMICINO – Lanciano un appello a tutta la popolazione, associazioni, comitati e amministrazioni, ivitati ad unirsi alla protesta che sabato alle 10 a Torrimpietra vedrà sfilare ancora una volta sulla via Aurelia  i cittadini contrari all’ampliamento della discarica di Cupinoro.  «Chi è contro ogni devastazione e ogni forma di sopruso, chi ritiene che il territorio sia un bene comune e la volontà dei cittadini non possa essere ignorata, chi pretende il rispetto e il ripristino della legalità non può non condividere il grido che è stato lanciato: Fermiamo Cupinoro», affermano i Comitati. «Il Governo Renzi  – scrivono in una nota – ha dato via libera al piano della Bracciano Ambiente, sostenuto dalla Regione Lazio, per la realizzazione di due ecomostri a Cupinoro: un megaimpianto tmb da 135.000 tonnellate per la produzione di ecoballe per inceneritori (e tumori per noi) e una centrale a biogas da 33.000 tonnellate –  entrambi ad alto impatto sanitario, ambientale e paesaggistico. Una vera e propria industria dei rifiuti, una nuova Malagrotta che inquinerebbe la nostra terra per decenni. Lo scenario che abbiamo sempre ipotizzato e temuto sta diventando realtà: mega impianti su un territorio agricolo che allontanano qualsiasi possibilità di tutelare ed utilizzare quelle terre, ora e in futuro, rispettando la loro vocazione». «La nostra salute, – tuonano gli organizzatori della protesta – ma soprattutto quella dei nostri figli, sarà inevitabilmente compromessa, il nostro patrimonio culturale sommerso di rifiuti. Le risorse economiche accantonate per bonificare e mettere in sicurezza il sito (post mortem) sembrano essere sparite nel nulla, e a noi resta il miserabile ricatto reiterato anche dal Governo Renzi: ‘‘bisogna costruire gli impianti per garantire la sicurezza’’. L’unica sicurezza è altro inquinamento. Tutto ciò è inaccettabile, anche perché il piano viene portato avanti in assenza di un approfondito studio sullo stato attuale delle matrici ambientali calpestando, per di più, i numerosi vincoli che tutelano la zona». «La reazione dei cittadini – esortano dal Comitato – dovrà essere forte, costante, articolata su più strade: quella legale, sulla quale gli avvocati dell’associazione Raggio Verde stanno già lavorando (il nuovo ricorso sarà pronto a breve per la sottoscrizione), la strada giudiziaria e quella della protesta di piazza». «Fermiamo Cupinoro – concludono – non è un comitato, è una campagna. I promotori dell’iniziativa, cittadini di Bracciano e Cerveteri, hanno iniziato un’azione di informazione per informare sul pericolo che minaccia il territorio. La protesta continuerà con la manifestazione dell’11 ottobre a Cerveteri. (a.r.)

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