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Accattonaggio molesto in pieno centro

Accattonaggio molesto in pieno centro

Oltre ai musicisti improvvisati non mancano gruppi di rom che scelgono la preda e la tampinano in cerca di soldi. Pochi i controlli delle forze dell’ordine soprattuto di mattina quando il fenomeno è più diffuso

CIVITAVECCHIA – Accattonaggio in ogni angolo della città. Un problema che ormai riguarda quasi tutti i quartieri, con particolare presenza di gente dedita a chiedere l’elemosina nelle vie centrali. Partono da Roma e raggiungono Civitavecchia per sbarcare il lunario: fisarmonica in spalla, a volte col violino trasportato sotto il braccio, sono sempre di più gli stranieri che arrivano in città per chiedere soldi ai clienti dei negozi, dei bari e delle banche. L’elemosina viene fatta – non da tutti, si intende – motivo che induce queste persone a non mollare la presa. A loro si aggiungono gli zingari in cerca di fortuna, che quando i soldi racimolati per strada non bastano, sanno sempre come arrotondare, magari scavalcando la recinzione di qualche abitazione appetibile. Sarebbe interessante conoscere quali strumenti ogni giorno le forze dell’ordine mettono in campo per contrastare questo fenomeno, a cominciare dal numero esatto di accertamenti eseguiti, mettendolo in relazione con la quantità di gente dedita all’elemosina, che ogni giorno popola le strade cittadine.  Ci sono poi le telecamere della stazione per monitorare gli arrivi. Fino a quando si limitano a stendere la mano, il problema non si pone. Delle volte in due o addirittura in tre, puntano e seguono qualcuno (quasi sempre una donna), arrivando a chiedere soldi anche in maniera insistente. Poi, 

Accattonaggio molesto in pieno centro

basterebbe intensificare gli accertamenti per capire che molto spesso queste persone hanno precedenti penali rilevanti: è mai possibile che nessuno prenda provvedimenti? Quando in città operano diverse forze dei polizia, il problema sta nel fatto che ognuna di 

queste crede che controllare sia compito dell’altra. Così, alla fine, nessuno si muove se non in poche occasioni, troppo poche rispetto alle necessità dei cittadini.

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