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Poseidone: posizionate ben 550 strutture dissuasive

Poseidone: posizionate ben 550 strutture dissuasive

I risultati del progetto Life+ saranno illustrati venerdì alle 10 presso la sala del consiglio. Saranno presenti il sindaco Caci, il professor Nascetti dell’Università della Tuscia e l’ingegner Lupino della Regione Lazio

MONTALTO – Saranno presentati venerdì  alle 10, presso la sala consiliare del Comune di Montalto di Castro, i risultati del progetto LIFE+ che, oltre ad avere avuto finalità di conservazione del posidonieto, uno degli habitat marini prioritari per la Direttiva Habitat, più a rischio del Mar Mediterraneo, prevedevano un’intensa campagna di sensibilizzazione a difesa dell’ambiente marino. I risultati più interessanti sono l’allocazione in mare di 550 strutture dissuasive di contrasto alla pesca a strascico illegale e l’approvazione dei due piani di gestione, approvati dalla Giunta Regionale il 5 agosto con un significativo ampliamento dei perimetri di entrambi i SIC della Rete Natura 2000. Gli interventi si sono svolti in 2 Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) marini: il SIC ‘‘Fondali tra il Chiarone e il Fiora’’ IT6000001 (1761,9 ha) e il Sic “Fondali antistanti Punta Murelle’’, IT6000002 (1111,99 ha). I due siti presenti lungo la costa laziale settentrionale della Regione Lazio rappresentano importanti “serbatoi di biodiversità” e “nursery per le risorse alieutiche” del Mar Tirreno. Il progetto ha lo scopo di implementare sul territorio regionale la Rete Natura 2000 in ambito marino, utilizzando le metodologie e gli approcci più avanzati (es.: ICZM = Gestione Integrata della zone costiere). Saranno presenti alla conferenza, il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, l’ingegner Paolo Lupino della Regione Lazio, responsabile del procedimento, il dottor Fulvio Cerfolli, project manager, consulente della Regione Lazio, il professor Giuseppe Nascetti, responsabile scientifico del progetto per conto dell’Università degli Studi della Tuscia. Alla conferenza sono stati invitati anche gli stakeholder locali (associazioni di categoria dei pescatori, diportisti, diving), per la condivisone del protocollo di intesa. Poseidone è stato il terzo progetto europeo finanziato dalla UE, che interessa il territorio costiero della Regione Lazio: fa infatti seguito al Life di gestione delle Saline di Tarquinia e al Life Comebis, ultimato nel settembre 2009. Grande merito va riconosciuto alla Commissione Europea che ha creduto per la terza volta alla validità delle progettazioni elaborate dai tecnici della Regione Lazio e dall’Università della Tuscia. Il progetto si inserisce in un ventaglio di iniziative tecnico-scientifiche condotte dall’Università della Tuscia, quali l’allestimento del centro ittiogenico sperimentale presso il borgo delle saline di Tarquinia, l’elaborazione delle Linee Guida per la gestione integrata della zona costiera (ICZM) della Regione Lazio, con l’individuazione dell’area pilota Tarquinia-Montalto, che ha dato il via ad attività concrete di gestione nell’ottica dello sviluppo ecosostenibile, e il ripopolamento di migliaia di astici nei fondali antistanti Tarquinia e Montalto di Castro. (a.r.)

Il progetto LIFE Natura “POSEIDONE”, il cui beneficiario  è la Regione Lazio,  è stato ufficialmente approvato e finanziato dalla Direzione Generale “Ambiente” della Commissione Europea ed ha preso il via nel dicembre del 2010. Il progetto è l’unico progetto dedicato agli habitat marini approvato per l’Italia nel bando comunitario LIFE 2009. Il costo del progetto è pari a € 1.339.500 di cui € 542.787 a carico dell’UE. I partner di progetto sono l’Università degli Studi della Tuscia e il Comune di Montalto di Castro. La durata del progetto è stata di 46 mesi (inizio: dicembre 2010 – fine: settembre 2014). Obiettivo principale è stato quello di ripristinare e valorizzare habitat marini prioritari e d’interesse comunitario caratteristici delle zone del litorale laziale parzialmente compromessi o degradati per azione diretta o indiretta dell’uomo (pesca a strascico illegale), al fine di attuare una strategia gestionale condivisa con le associazioni della pesca, capace di avere una risonanza sui restanti siti Natura 2000 lungo la linea costiera della Regione Lazio.

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