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Amministratori e cittadini insieme sulle strategie sgonfia-Cupinoro

LADISPOLI – Da Ladispoli riparte il confronto tra amministratori e cittadini sulle strategie “sgonfia-Cupinoro” con una Piattaforma alternativa per la Tuscia romana. Insieme alle tante manifestazioni fatte e previste in questi giorni contro l’ipotesi, suffragata da una scellerata decisione del Consiglio dei Ministri, di riaprire la discarica di Cupinoro, martedì si è tenuta, nell’aula consiliare di Ladispoli, la riunione dell’ “Osservatorio intercomunale della Tuscia romana”.  Questo organismo, nato nell’ottobre 2012 sotto l’impulso dell’associazione Zero Waste Lazio,  intende riunire insieme associazioni e amministrazioni nello sviluppo della strategia “rifiuti zero” e, conseguentemente, nella lotta a discariche ed inceneritori. “La chiusura di Cupinoro come discarica di materiale indifferenziato e non trattato, insieme ad altre 4 discariche laziali, è stato un risultato ottenuto anche grazie all’atto di diffida-esposto presentato il 13 gennaio dalla Zero Waste Lazio alla Procura di Roma e depositato insieme a dieci comitati ed associazioni locali. – affermano i rappresentanti dei comitati e delle associazioni del territorio, Massimo Piras “Associazione Zero Waste Lazio), Marina Cozzi (Comitato Rifiuti Zero Ladispoli), Anna Radicioni ( Cittadinanzattiva Bracciano), Giuseppe Girardi (Comitato Rifiuti Zero Anguillara), Anna Maria Carlini (Comitato Scopetoni Quarti di Manziana), Paolo Gentile (Associazione Vivere in salute Canale Monterano), Emanuele Rallo (Associazione Apertamente Oriolo Romano) –  Adesso, di fronte alla possibilità che Cupinoro diventi un mega polo di trattamento di rifiuti, diventa urgente e pressante la necessità di elaborare un piano alternativo a quello della Bracciano Ambiente”. Nel corso della riunione dell’osservatorio “è stato osservato, preliminarmente – spiegano – che, rispetto alle passate riunioni, la partecipazione dei cittadini è stata più sentita, mentre diverse amministrazioni comunali sono mancate all’incontro di martedì scorso forse anche a causa degli impegni per la nuova città metropolitana di Roma in cui sarà inglobata Roma e l’intera provincia. Ciò non ha impedito che la riunione producesse ottimi risultati: partendo infatti da uno studio della ZWL si è potuto dimostrare come le necessità di impianti di trattamento rifiuti della nostra zona sia notevolmente inferiore di quanto prospettato nei piani della Bracciano Ambiente”.  “In sintesi – affermano i comitati – si è proposto di lanciare una campagna pubblica congiunta per: avviare l’istituzione del nuovo “A.T.O. Tuscia romana” (ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti), impegnando la Regione Lazio ai soli nove comuni dell’area nord-occidentale Ladispoli, Cerveteri, Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevignano romano, Manziana, Canale Monterano, Santa Marinella ed Oriolo Romano, pari in tutto a circa 150.000 abitanti; riconvertire l’impiantistica in progetto alle esclusive esigenze dell’Ato Tuscia Romana, impedendo l’arrivo di rifiuti da altre realtà  e  valutare la possibilità di siti alternativi a Cupinoro e decentrati, con impianti di riciclo e recupero di materia senza combustione e di taglia necessariamente ridotta; stimolare l’ampliamento della raccolta differenziata porta a porta in tutto il bacino fissando obiettivi di R.D. che impegnino tutti i Comuni a raggiungere l’obiettivo del 50% entro il 2015 e quello del 65% entro il 2016; procedere senza ulteriori rinvii alla chiusura ed alla bonifica integrale degli invasi di Cupinoro, vera bomba ecologica della nostra zona, con incarico dalla Regione Lazio ad importanti Enti ed Istituti di ricerca di livello nazionale ed accertando la regolarità storica nella conduzione ambientale e finanziaria dell’impianto di discarica”. “Le nove amministrazioni comunali interessate a questo percorso – aggiungono –  si impegnano a presentare un “ordine del giorno” contenente le principali proposte sintetizzate nel documento, che sarà presto disponibile al sito www.zerowastelazio.it e sui siti di tutti i comitati ed associazioni firmatari; lanciare una campagna pubblica su tutti i territori coinvolti, per il confronto tra cittadini ed amministrazioni pubbliche sul tema della corretta gestione e riduzione dei rifiuti nell’ottica della sostenibilità verso Rifiuti Zero”. La riunione si è chiusa con l’impegno dei presenti di aggiornarsi entro ottobre per la firma del documento congiunto tra cittadini ed amministratori dei nove Comuni interessati, rinnovando l’impegno “affinché lo “sgonfia-Cupinoro” diventi una realtà praticabile e alternativa alla riapertura dell’ecomostro”.

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