Pubblicato il

Epidemia parainfluenzale in corso, i consigli di Ghirga

CIVITAVECCHIA – “Come tutti gli anni, alla fine di settembre, scoppia l’epidemia da virus parainfluenzali. La malattia che nella maggioranza degli adulti ha un decorso lieve, nei bambini interessa le vie respiratorie a volte con una intensità che richiede l’accesso al pronto soccorso e, talora, il ricovero. La complicazione più frequente e temuta è l’infiammazione della laringe (croup) che può causare difficoltà respiratoria e si manifesta classicamente con uno stridore inspiratorio. Tale situazione viene chiamata erroneamente “laringospasmo”. Prima di recarsi al pronto soccorso è possibile, a seconda delle condizioni cliniche, iniziare una terapia a casa. L’infiammazione della laringe tale da creare difficoltà respiratoria è spesso preceduta da tosse abbaiante. Nel caso di stridore inspiratorio, iniziare un primo aerosol con dosi generose di antiinfiammatori ed associare o meno dosi adeguate di cortisone (rispettare le prescrizioni del curante). Cercare di non forzare il bambino perché l’agitazione e il pianto potrebbero peggiorare la situazione. L’aria fredda spesso migliora lo stridore e spiega il perché i bambini giungano al pronto soccorso in condizioni molto migliorate rispetto a quelle che ne hanno suggerito la ricerca di un aiuto medico. Nei paesi nordici, dove non è facile con neve e ghiaccio notturni raggiungere rapidamente un ospedale, consigliano, in caso di ostruzione importante, di coprire molto bene il bambino e di fargli respirare, per alcuni minuti, la fredda/gelida aria notturna al fine di aumentare la pervietà delle vie aeree e guadagnare tempo. molti chiedono se occorre umidificare la stanza del bambino aiuta nella prevenzione e nella cura del crup. L’umidificazione è stata usata per decenni in passato, con aggiunta di medicamenti o meno, nelle case e in ospedale. Studi controllati e randomizzati non hanno trovato nei bambini esposti all’umidificazione con vapore caldo, sia con l’uso di pentole piene di acqua bollente o con apparecchi dedicati, alcuna riduzione nell’accesso al pronto soccorso, nella necessità di ricovero o in una più precoce dimissione ospedaliera. Cosa dunque i genitori non debbono fare: sgridare il bambino o forzarlo a fare qualcosa. Cosa il personale di soccorso non deve fare: iniezioni intramuscolo o sottocute, forzare il bambino su un lettino per la visita. Lasciarlo in braccio ai genitori è la posizione che più tranquillizza il paziente e lo aiuta clinicamente”.

 

dottor Giovanni Ghirga
Pediatra

ULTIME NEWS