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Partecipato l'incontro pubblico promosso da D'Amico e Conti

I due consiglieri di maggioranza giovedì pomeriggio hanno esposto una lunga serie di tematiche ''per fare chiarezza'' e in particolare si sono soffermati sulla situazione del convento dei cappuccini

I due consiglieri di maggioranza giovedì pomeriggio hanno esposto una lunga serie di tematiche ''per fare chiarezza'' e in particolare si sono soffermati sulla situazione del convento dei cappuccini

TOLFA – In un’aula consigliare gremita si è tenuto giovedì scorso l’incontro pubblico promosso dai consiglieri Mauro Conti e Armando D’Amico per discutere intorno al tema: ‘‘La verità sul convento e tanto altro’’. La presenza di tanta gente ha dimostrato la voglia dei tolfetani di capire. Gli argomenti trattati sono stati molti: occupazione, economia e territorio. Il consigliere Conti, attraverso la proiezione di diapositive ha delineato lo stato di degrado del patio e del portale d’ingresso dell’ex convento dei Cappuccini, situazione disastrosa anche per il chiostro del 1622 e delle varie stanze. “Il Convento è chiuso e da anni – ha spiegato Conti – è sempre rimasto chiuso al pubblico, salvo pochi eletti o entranti per le feste private che venivano organizzate a pagamento. Tutta questa situazione di degrado è documentata da una relazione del luglio 2013 che è stata discussa e approvata in una riunione congiunta di tutte le Commissioni Consiliari, cioè da 10 Consiglieri tra maggioranza e minoranza. Non è stato semplice liberare il Convento da un inquilino a lungo moroso e poco incline al confronto con l’amministrazione, con l’aiuto di un legale il risultato è stato faticosamente raggiunto”. D’Amico e Conti hanno (rispettivamente presidenti delle Commissioni ‘‘Sviluppo del territorio e pianificazione’’ e ‘‘Bilancio e Regolamenti’’) hanno poi raccontato il loro operato. “Gli atti più significativi sono stati – hanno spiegato i due consiglieri – il Piano di Recupero delle Stalle per far ripartire l’economia artigianale del paese; il Progetto del nuovo cimitero, razionale e moderno e pensato per soddisfare le esigenze di ogni confessione religiosa; il Progetto ZTL zona Rocca per dare respiro a un’area tra le più interessanti del paese; i Regolamenti Comunali (alloggi Ater, marchio Deco, la Catana tolfetana) per dare funzionalità alla macchina amministrativa e proteggere e lanciare le produzioni tipiche; il Piano Comunale installazione antenne telefonia mobile per migliorare le comunicazioni; proposte per le borse lavoro per alleviare lo stato di indigenza di alcune famiglie e il Piano parcheggi per ammansire la viabilità ormai caotica”. I due hanno poi spiegato che in questo momento di crisi gravissima “Con molti tolfetani giovani e meno giovani senza lavoro e alcune famiglie in povertà, bisogna attivare e mettere a frutto quello di cui si dispone. Tutto il patrimonio comunale, ma soprattutto l’Azienda Agricola Comunale ed il Convento. Ci si deve muovere con grandi idee, non azioni di piccolo cabotaggio, aprendo le porte agli investimenti, attivando gli imprenditori”. Conti ha poi presentato 4 punti di partenza da attivare subito: “Assegnare con gara pubblica, obbligatoria e trasparente, il Convento: ci sono soggetti pronti a questo iter, ma è tutto bloccato. Il Comune non riesce a fare un bando di gara pubblico, c’è un ozioso rimpallo di responsabilità; mettere subito a frutto l’improduttiva Azienda Agricola Comunale: o si affida finalmente a un manager competente in materia o la si assegna per gara a un vero imprenditore agricolo. La zona delle piane di S.Severa, dove è collocata l’azienda è caratterizzata da imprese agricole rigogliose. Si spera che un giorno lo sia anche quella Comunale. Il terzo punto riguarda l’efficientamento dell’organizzazione comunale: è necessario che immediatamente venga assegnata la gestione del Patrimonio Comunale a competenze con la capacità di raggiungere obiettivi produttivi. Come quarto punto da attuare si propone di migliorare l’uso del fondo annuale di 300 mila euro erogati dall’Enel e operare per attivare fondi statali, regionali e dell’UE per lanciare personale del paese per la manutenzione del territorio, delle strade rurali, dei sentieri, dei terreni, per il controllo delle aree agrarie, per le bonifiche ambientali, per il controllo dei boschi. Fare subito corsi per guide naturalistiche e preparare le visite al territorio. Affidare subito a professionisti tolfetani studi e progetti per individuare, migliorare e assegnare orti irrigui e terreni abbandonati. Il segreto è investire ma, parallelamente, concordare e attivare con gli imprenditori azioni di tutoraggio per avviare e assistere le nuove realtà produttive”. Secondo D’Amico “E’ necessario ottimizzare la collaborazione delle associazioni e dei volontari e evitare che un loro uso eccessivo e poco ragionato possa portare alla conseguenza di non riuscire a lanciare ed attivare piccole imprese produttive”. Dopo questa prima parte in cui i due consiglieri hanno esposto la situazione si sono poi registrati alcuni interventi, in particolare il Pietro Lucidi, ex sindaco del paese, il quale ha chiesto “Come mai due Consiglieri di Maggioranza hanno messo in luce questi aspetti” e Conti ha risposto che: “Ogni consigliere ha l’obbligo di informare i suoi elettori e di tenerli aggiornati sull’andamento delle azioni amministrative e un incontro pubblico è forse un modo democratico e trasparente per farlo. Operare in trasparenza è indice di correttezza e di stimolo interno per il miglioramento amministrativo e che queste sono le argomentazioni sempre proposte in seno alla maggioranza ed in Consiglio Comunale, quindi non ci sono azioni di scavalcamento o distonia, magari non c’ è accordo ma almeno chiarezza sulle posizioni”. Il Consigliere D’Amico ha chiuso l’incontro dichiarando la propria soddisfazione “Per il buon esito dell’incontro e per la partecipazione della gente. Il confronto diretto coi cittadini elimina e annulla tutte le chiacchiere, falsità e dicerie strumentalmente diffuse per screditare chi, invece, con passione adempie al proprio compito istituzionale. Chi non ha nulla da nascondere non ha paura di esporsi e metterci la faccia. Auspico che iniziative simili possano essere sempre più frequenti e che anche le associazioni, i partiti politici, gli imprenditori e quant’altro, possano porle in essere su tematiche che riguardano lo sviluppo del nostro paese”. (Rom. Mos.)

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