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L'emergenza casa entra in Consiglio

L'emergenza casa entra in Consiglio

Acceso dibattito sull’introduzione dei canoni patrimoniali non ricognitori: l’atto è stato approvato con i voti della maggioranza, l’opposizione ha detto no. Dubbi sull'applicazione, sulla retroattività, sui destinatari e sulle effettive entrate

CIVITAVECCHIA – È iniziato con una polemica il consiglio comunale di ieri, legata alla presenza al Pincio di un presidio che rappresenta le esigenze delle famiglie civitavecchiesi (una in particolare, ndr) rimaste senza casa. E non sono mancate le contrapposizioni, soprattuto tra il sindaco Cozzolino e Pietro Tidei, nelle quali si sono introdotti i cittadini presenti all’aula Pucci, richiamati più volte dalla forza pubblica su richiesta del presidente del consiglio Alessandra Riccetti. Tidei ha accusato l’attuale amministrazione di non im- pegnarsi affatto nella risoluzione dell’emergenza abitativa, con il Sindaco che ha invece puntato il dito contro una «strumentalizzazione di questa vicenda», assicurando di lavorare per trovare soluzioni concrete. La minoranza, come sottolineato dal consigliere della Svolta Massimiliano Grasso, ha proposto poi la convocazione di consigli comunali aperti, uno proprio sull’emergenza abitativa, l’altro sulla crisi occupazio- nale, a partire dalla situazione di Hcs. Dopo la demolizione della Concordia, tema tra l’altro ormai superato, si è passati alla discussione sull’istituzione del canone patrimoniale non ricognitorio che, come ribadito dall’assessore al Bilancio Tuoro, potrebbe portare nelle casse del Pincio almeno 1,5 milioni di euro. È stato Tidei ad evidenziare la possibile nullità della delibera per il bilancio di quest’anno, con Grasso che ha invece sollevato dubbi facendo il confronto con la tassa di ingresso e con i 900 mila euro preventivati in bilancio che di certo non arriveranno. Richieste di chiarimento poi sull’applicazione retroattiva, sulla convivenza con la Tosap, sulla effettiva destinazione del canone e sulle reti idriche, se considerarle o meno. Perplessità ribadite dall’opposizione – considerati soprattutto gli strettissimi tempi intercorsi tra la consegna della bozza di regolamento ed il consiglio comunale – ma di cui non è preoccupata la maggioranza che ha difeso i canoni come un elemento strutturale per salvare oggi il bilancio e garantire un’entrata anche nel futuro «senza ricorrere ai fondi Enel», come è stato ribadito: fondi sui quali la massima assise ha dibattuto a lungo. Con Mecozzi che ha proposto di rinviare la votazione, per l’impossibilità di acquisire il parere del collegio dei revisori e soprattutto di presentare emendamenti. Ipotesi bocciata: l’atto è stato approvato con i soli voti della maggioranza. Slittata anche la discussione sulla proroga fino al 31 ottobre della commissione speciale su Roma Città Metropolitana. «La nostra volontà – hanno spiegato dal M5S – è quella di tracciare un percorso di uscita da Roma ma nonostante ciò, visto che l’iter per creare l’area metropolitana dell’Etruria è lungo e tortuoso, si stanno studiando tutte le indicazioni che potranno arrivare alla commissione speciale da parte di tutte le forze politiche, economico e sociali del territorio». È stato quindi istituito un tavolo l’8 ottobre con Autorità Portuale, Cassa di Risparmio, Conferesercenti, Confcommercio, Anci, realtà imprenditoriali e sindacati.

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