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Anche la rete idrica pagherà il nuovo canone

Anche la rete idrica pagherà il nuovo canone

Discussione blindata: gli emendamenti della minoranza non sono stati ammessi. Sull'acqua il sindaco si contraddice: afferma che non pagheranno i cittadini (per le condotte private come a San Gordiano) né Civitavecchia Infrastrutture, ma sul regolamento resta scritto il contrario, tanto da far pensare che un domani la rete potrebbe essere destinata ad Acea. Cozzolino minimizza riaffermando: l'acqua resterà pubblica

CIVITAVECCHIA – L’assessore Tuoro ed il sindaco Cozzolino hanno fatto approvare ieri sera al consiglio comunale la nuova “tassa sui rubinetti”. Scatterà dal 1° gennaio 2014 in maniera retroattiva. E sula scena ripiomba Acea ed il fantasma della privatizzazione. Mentre alza la mano, infatti, il sindaco scuote la testa: a parole assicura che l’acqua ed i piccoli privati non c’entrano, ma che pagheranno solo le grandi utenze(Italgas, Fastweb, Enel, ecc.). Ma rigetta la proposta del Pd, avanzata da Tidei: «Se le reti idriche non c’entrano allora cancelliamole dal regolamento». Questo e tutti gli emendamenti dell’opposizione, in consiglio comunale vengono respinti in base ad un contestatissimo cavillo procedurale: il mancato parere preventivo dei Revisori del conti. Seguono tre ore di discussione per la reazione dell’opposizione che per la prima volta nella storia si vede privata della possibilità concreta di discutere. Perché tanta ostinazione? Perché blindare la discussione sul regolamento freddamente mirato, a parte quel riferimento alle “reti idriche di acqua potabile” che sembra piovuto dal cielo? Esclusa Hcs, esclusi i privati cittadini e le piccole imprese, chi rimane? Quale grande utenza pagherà per la rete idrica? Così come è, il provvedimento apre la strada alla privatizzazione Acea e la nuova tassa sarebbe proprio lo strumento della privatizzazione, con il quale Cozzolino ripianerebbe il deficit di 3,5milioni l’anno (tanto costa il servizio), incasserebbe il canone per la rete idrica una volta passata anche questa ad Acea e metterebbe in sicurezza – stavolta per davvero – il bilancio comunale. Senza i soldi dell’Enel, ma privatizzando l’acqua.  Sul caso interviene il sindaco Cozzolino: «Non è intenzione di questa amministrazione procedere alla privatizzazione dell’acqua e chi afferma ciò non conosce la nostra storia, le nostre battaglie, le nostre convinzioni e la nostra coerenza». Il sindaco Antonio Cozzolino intende rassicurare la cittadinanza: «Innanzitutto mi preme precisare che gli emendamenti ieri in consiglio comunale sono stati dichiarati inammissibili dal presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti e dal segretario generale Caterina Cordella non per un mero cavillo burocratico ma perché il parere del collegio dei revisori sarebbe stato fondamentale per una corretta verifica della copertura economica degli atti. Se la tanto auto-decantata competenza fosse stata reale magari i politici di opposizione avrebbero potuto conoscere il TUEL ed i relativi aggiornamenti onde non arrivare impreparati». Il Sindaco entra poi nel merito della questione: «Non toccheremo le tasche dei cittadini afferma – andremo a colpire solo le grandi aziende dal grosso fatturato, che non potranno quindi esimersi dal pagare quanto dovuto. L’ipotesi che verrà privatizzata l’acqua è assurda, non è mai stata contemplata e non è nei nostri piani né attuali né futuri. Ricordiamo infatti che il canone riguarda le reti e non l’acqua, allo stesso modo di luce, telefono, gas. Il fatto che questo canone sia stabilito non crea alcun legame con la privatizzazione dell’acqua, che, ripetiamo ancora una volta, non è assolutamente nei nostri programmi». Rimane il fatto che nel regolamento c’è scritto ‘‘reti idriche acqua potabile’’ e Cozzolino ha parlato di grandi utenze. Modalità sospetta e dicitura poco chiara. Impensabile che ‘‘reti idriche acqua potabile’’ sia stato scritto per non far pagare nessuno: o paga Hcs (e il sindaco ha già detto di no) o paga il privato in caso di privatizzazione, che tradotto significa passaggio dell’idrico ad Acea. I fatti sono chiari, l’atto pure. O il sindaco Cozzolino non ha letto bene cosa ha approvato, o su questa questione non dice tutto quello che sa. 

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