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Trionfo del Burò al I Memorial ‘‘Alessio Torroni’’

Alla Cavaccia ricordato l’allenatore della Bianca con una corsa di somari

Alla Cavaccia ricordato l’allenatore della Bianca con una corsa di somari

ALLUMIERE – Con Alessio Torroni nel cuore si è vissuta domenica alla Cavaccia una giornata intensa all’insegna dell’amicizia, dello sport, della passione per gli asini e della solidarietà. Il fantino di La Bianca ma in forza alla Contrada Sant’Antonio, Francesco Piramidi (detto Cheyenne) insieme a Stefano Sgamma e a tanti ragazzi di La Bianca e delle varie Contrade hanno infatti organizzato il I Memorial intitolato ad Alessio Torroni. Alessio era un ragazzo eccezionale sempre pronto a sorridere e ad aiutare tutti e per questo suo bellissimo carattere è indimenticabile per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e proprio perché Torroni era un bravo allenatore degli asini di La Bianca i suoi amici hanno voluto ricordarlo con una corsa dei somari. A dare una mano a questo gruppo di giovani volenterosi ci sono stati anche il papà e lo zio di Alessio Torroni, la Pro Loco, il Comune, le Contrade. Sul campo equestre della Cavaccia è stata creata una pista come quella che viene realizzata nella piazza di Allumiere per il Palio delle Contrade e si sono dati battaglia 36 asini montati a pelo da fantini con partenza dalle gabbie. Fra gli asini partecipanti anche Aragon che per anni è stato allenato da Alessio Torroni. A fare la voce grossa è stato il Burò che ha piazzato ben tre asini nella terna vincente (1°, 2° e 3°) al 4° posto il Sant’Antonio. Da rilevare che gli organizzatori hanno scelto di affidare il chiosco del bar all’Adamo per far loro raccogliere fondi in ricordo di Alessio. Speaker della manifestazione Anna Pesce della Pro Loco. Al termine dell’evento gi organizzatori hanno omaggiato con una targa il papà di Torroni e a lui hanno consegnato anche un mazzo di fiori da mettere sulla tomba. Sulla lettera di ringraziamento per Pro Loco, Comune e per gli altri Enti e Associazioni che hanno dato una mano c’era scritto: «Per aver creduto in quest’iniziativa, per aver continuato una tradizione in nome di un caro amico, per far vivere un’emozione e per non dimenticare mai il nostro amico Alessio». (Rom. Mos.) 

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