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Omicidio Cuomo: due ergastoli e un’assoluzione

Omicidio Cuomo: due ergastoli e un’assoluzione

CERVETERI. Sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma sui fatti seguiti al tentativo di rapina presso il distributore di benzina. Carcere a vita per Gian Paolo Contini e Alessandro De Angelis. «Nessun coinvolgimento», invece, per Amerigo Raschielli

CERVETERI – Due ergastoli ed un’assoluzione. E’ la sentenza emessa ieri pomeriggio dalla Corte d’Assise di Roma relativamente al processo per l’omicidio di Mario Cuomo, il 9 agosto del 2011, giorno del sessantaduesimo compleanno della stessa vittima. Un tentativo di rapina che portò all’uccisione del benzinaio di Cerenova ed al ferimento del fratello di quest’ultimo, Giancarlo. Il carcere a vita è stato inflitto a Gian Paolo Contini ed Alessandro De Angelis, pregiudicati romani, difesi rispettivamente dagli avvocati Caterina Calia e Fabrizio Lungarini, mentre è stato assolto Amerigo Raschielli, di Cerveteri, difeso dall’avvocato Ernesto Tedesco e considerato dall’accusa il basista della rapina al deposito di carburanti che sfociò nella sparatoria che portò all’assassinio del titolare della pompa di benzina. Omicidio avvenuto di fronte al figlio di Cuomo, Alessandro, che riuscì a salvarsi nascondendosi dopo i primi colpi sparati dai malviventi.
A pesare sulla sentenza di ergastolo per i due esecutori materiali dell’omicidio le schiaccianti prove raccolte dai carabinieri, che riuscirono a catturare i due malviventi, a cominciare dai video delle telecamere che ripresero quei drammatici 4 minuti e poi, soprattutto, dal lavoro del Ris che ha raccolto le impronte digitali e tracce del dna dei due rapinatori, risultati determinanti per la sentenza di ieri pomeriggio. Una sentenza arrivata dopo circa tre ore di camera di consiglio, dove si sono riuniti a mezzogiorno per uscirne intorno alle 15. Ma certamente sono risultate determinanti anche molte testimonianze ascoltate durante il dibattimento, alcune delle quali testimonianze oculari, dove i testi hanno riconosciuto in aula Contini e De Angelis quali autori della rapina e dell’omicidio. Sentenza di assoluzione invece, come detto, per Amerigo Raschielli, in quanto l’accusa non è riuscita a dimostrare il suo coinvolgimento, in quanto nei suoi confronti sono emersi una serie di indizi, ma che nel corso del dibattimento non si sono concretizzate in vere e proprie prove. Lo scooter utilizzato per la rapina, con l’accusa che sosteneva essere stato messo a disposizione dallo stesso Raschielli. Il fatto che il giorno stesso dell’omicidio Raschielli partì per la Sardegna. Tutti elementi che però non sono riusciti a dimostrare che questi episodi fossero in realtà legati all’omicidio. In realtà c’è stata una condanna anche per Raschielli, di tre mesi di pena, ma per il ritrovamento a casa sua di alcuni bossoli d’arma da fuoco, ma non legati a quelle che spararono quel maledetto 9 agosto del 2011.

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