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SeL: "Italcementi, occorre bonificare prima l'area"

CIVITAVECCHIA – Vede di buon’occhio, SeL, l’incontro tra l’amministrazione comunale e la società Italcementi per definire i dettagli dell’accordo e risolvere una situazione che si protrae da anni. “La necessità di ricucire il tessuto urbano, di risanare un ambiente degradato, di dare respiro alla viabilità, di mettere in sicurezza l’ambiente circostante, di rilanciare l’economia e l’occupazione, di reperire aree per l’edilizia popolare: erano e restano questi – hanno spiegato dal circolo di SeL – obiettivi importanti per la città e l’accordo può essere funzionale a questi scopi, perché l’area dell’ex fabbrica dismessa, insieme al Polo Termale e all’area  retro portuale di Fiumaretta, è uno dei siti  portatori di progetti strategici per lo sviluppo di Civitavecchia. Per questo giudichiamo positivamente l’iniziativa che punta a rivedere l’accordo, a maggior ragione se, come sembra, la nuova intesa si basasse effettivamente su una diminuzione di cubature residenziali, che ricordiamo essere uno dei correttivi che come SeL chiedevamo quando fu firmata l’intesa precedente. Gli altri punti qualificanti che ottenemmo attraverso l’ordine del giorno allegato quale parte integrante e sostanziale alla Delibera del Consiglio Comunale n° 110 del 18-06-2013 e al Protocollo di Intesa Comune –Italcementi, erano la tutela dei lavoratori messi in mobilità da Italcementi, la previsione di almeno un altro ettaro di terreno, oltre gli standard previsti per legge, da destinare a parco pubblico, il mantenimento di elementi per conservare la memoria storica del sito produttivo e la decisione di non realizzare cubatura residenziale nell’area per la quota parte del Comune. La delibera di Consiglio vincolava altresì l’Amministrazione ad una nuova firma fra le parti, appunto perché modificava i termini del protocollo d’intesa precedente, poi le note vicende politiche hanno fermato l’intero iter. L’accordo precedente era utile anche perché sbloccava in favore dell’amministrazione comunale il Piano di zona 10, rendendo immediatamente disponibili le aree per realizzare gli alloggi popolari”. Secondo SeL oggi più che mai risulta necessaria la bonifica dell’area, “una bonifica – hanno concluso – che dovrà precedere ogni e qualsiasi altro atto”.

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