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Immigrati in città: tre posizioni assurde

CIVITAVECCHIA – Il consigliere regionale Daniele Sabatini dice no all’arrivo di immigrati a Viterbo e fa riferimenti alla vecchia amministrazione regionale: «Venni chiamato dall’allora presidente della Regione Lazio Renata Polverini e dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso per affrontare anche a Viterbo la questione legata ai flussi migratori provenienti dalla Libia. Rappresentai con fermezza la posizione della città, evidenziando la delicatezza del nostro tessuto sociale, la fragilità di tante famiglie e aziende dettata dalla crescente crisi economica e riuscimmo ad impedire che la città fosse raggiunta da altri immigrati». E indovinate quale città, dalla politica debole e sempre pronta a svendersi al migliore offerente, ha invece ospitato gli stranieri? Civitavecchia, è ovvio, che secondo l’accordo Moscherini-Polverini, per sarebbe stata ben ricompensata. E lo abbiamo visto. Qualcun altro a Civitavecchia dice la sua. Meglio sessanta migranti a Civitavecchia seguiti da un’associazione (sarebbe interessante capire quale, ndr) e inseriti in un percorso di reintegrazione sociale e lavorativa con un programma qualificato e programmato, che millecinquecento stranieri alla De Carolis, che finiranno per vagare per la città, cercando espedienti per raggranellare qualche centesimo. È sostanzialmente questo il pensiero di Forza Italia, che probabilmente non ha ben capito che quei sessanta sarebbero stati in più, rispetto ai già pattuiti 1500. Glia azzurri trovano la forza di parlare solo per contrastare il respingimento da parte del sindaco dei sessanta immigrati da ospitare in una palazzina privata di viale Garibaldi, ma sei veri problemi della De Carolis non si stanno affatto occupando. Come non si occuparono della cosa nel 2011, quando il loro sindaco Gianni Moscherini strinse un patto d’acciaio con la Polverini, a scapito di Civitavecchia. Immediata la replica del sindaco Antonio Cozzolino: «Si evince facilmente che Forza Italia non è abituata al rispetto della legalità e si dimentica che i 60 migranti non sono stati accolti perché la palazzina individuata dalla Prefettura tramite bando pubblico è inagibile e quindi non si è potuto procedere. Inoltre il poco preavviso non avrebbe consentito la garanzia della tutela dei diritti sia dei civitavecchiesi che dei migranti stessi. Per quanto riguarda la caserma De Carolis – prosegue la nota – dove potrebbero arrivare 250 migranti circa e non 1500, c’è il tempo necessario per approfondire la situazione e l’amministrazione si sta muovendo per avere tutti i dettagli del caso prima di esprimere opinioni». E c’è anche il tempo necessario – aggiungiamo noi – di sperperare qualche soldo pubblico per attrezzare una caserma devastata dagli immigrati e da riconsegnare agli immigrati affinché la devastino nuovamente, ancora una volta senza alcun vantaggio per la città. Si ragiona ma su posizioni politiche, nessuno guarda con attenzione agli interessi della propria comunità. Tre posizioni su questo tema, nessuna ci convince.

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