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Area metropolitana, "Civitavecchia C'è" ribadisce: "Occorre uscire"

CIVITAVECCHIA – “Il rapporto di forze tra Roma e Civitavecchia, o anche l’intera ex provincia, è tale che non permetterà mai a quest’ultima di non essere succube della prima”. Ne è convinta l’associazione politico-culturale “Civitavecchia C’é” che torna ancora una volta sulla necessità di uscita di Civtavecchia dall’area metropolitana. Tanto da sottoscrivere le dichiarazioni di Alessandro Battilocchio che ha parlato di “una exit strategy da percorrere nei prossimi mesi facendo tutti i passi necessari”. Si stupiscono invece dall’associazione per le recenti dichiarazioni Federlazio, Coldiretti, Ascom e Cgil, favorevoli invece a restarne a far parte, chiedendosi se sia stato fatto un passaggio tra gli associati. “Quasi certamente – hanno spiegato – lo stravolgimento dell’assetto territoriale che sembra preoccupare il rappresentante della Coldiretti, porterà alla soppressione dell’attuale sede, ma verosimilmente questa verrà sostituita da un’altra che sarà emanazione della nuova realtà in cui confluirà Civitavecchia, e nella quale l’attuale rappresentante potrà trovare il suo spazio. Per quanto, invece, affermato dall’Ascom non ci risulta poi che la provincia di Viterbo sia economicamente al collasso. La stessa, infatti, basa la sua economia sull’agricoltura che notoriamente sta risentendo meno di altri settori della crisi che investe il nostro paese. Molto peggio – secondo “Civitavecchia C’è” – è la situazione economica di Roma che non riesce neppure a far fronte alle proprie necessità primarie, risultando una tra le più compromesse finanziariamente, e non solo, tra le capitali europee avendo due delle aziende municipalizzate sull’orlo del fallimento oltre  ad altre in evidente  situazioni di crisi. Il vantaggio che avrebbe Civitavecchia, all’interno dell’area metropolitana, oltre all’aggravamento delle servitù esistenti – la realizzazione della megadiscarica per raccogliere i rifiuti di Roma, già più volte tentata troverà la sua conclusione – sarà quello di partecipare, insieme al resto della vecchia provincia, a risanare le casse, queste si veramente al collasso del Comune di Roma”. Per quanto riguarda la posizione della Cgil-Roma Nord “è patetica e velleitaria l’idea di dare vita ad una nuova istituzione della quale la metropoli e l’hinterland possono svolgere un ruolo paritetico. Se il buongiorno si vede dal mattino – hanno concluso dall’associazione – il primo segnale è già arrivato con il risultato delle recentissime elezione che non hanno eletto nessun rappresentante locale nel costituito Consiglio Metropolitano”.

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