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Cupinoro, un dettagliato dossier per i sindaci Pascucci e Paliotta

I cittadini contro le mafie e la corruzione chiedono il sequestro giudiziario dell’area e l’intervento della DIA

I cittadini contro le mafie e la corruzione chiedono il sequestro giudiziario dell’area e l’intervento della DIA

CERVETERI – Martedì una delegazione dell’associazione ‘‘I cittadini contro le mafie e la corruzione’’ ha incontrato il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci. Nei giorni scorsi la stessa delegazione aveva incontrato il sindaco di Ladispoli Crescenzo  Paliotta per chiedere loro una dichiarazione pubblica circa la loro contrarietà non solo alla riapertura della discarica di Cupinoro a Bracciano ma, nel caso questa riaprisse i battenti, anche la contrarietà a conferire nella stessa i rifiuti urbani delle due città. I due amministratori sono stati informati del fatto che l’associazione ha presentato numerosi esposti alle autorità competenti per segnalare come «dal giorno del disastro ambientale che avvenne all’interno dell’area di pertinenza della discarica (fuoriuscita di milioni di litri di percolato) nel 2004, si siano continuate a commettere violazioni alle normative nazionali e comunitarie». I rappresentanti dell’associazione hanno preso l’impegno ad inviare ai due sindaci un dossier sull’intera vicenda di Cupinoro «contenente fatti e circostanze fin dall’avvio della ‘‘buca abusiva’’ che divenne nel corso degli anni una discarica in cui operarono personaggi e società del settore rifiuti, noti per le disavventure giudiziarie e per i danni ambientali che provocarono anche  in varie parti del Paese». «Si sconoscono – dicono dall’associazione – a tutt’oggi gli esiti dei procedimenti avviati all’epoca dei fatti sopra citati e se mai quei fatti furono perseguiti. Scopo del dossier contenente tra l’altro numerose testimonianze di chi ebbe a vario modo a che fare con le oscure vicende che hanno accompagnato negli anni l’intera vicenda Cupinoro ed una consistente documentazione allegata, sarà quello di ottenere un auspicabile sequestro giudiziario dell’invaso della ‘‘discarica dei misteri’’ per evitare che su un’area di incommensurabile valore archeologico ed ambientale si continui a fare affari sulla salute delle persone, in fregio agli  interessi economici nazionali e sempre in  violazioni delle leggi e dei regolamenti dello Stato e di quelli comunitari e per avviare le opportune indagini della Direzione Investigativa Antimafia visti i rapporti che intercorsero tra alcuni dei vecchi personaggi interessati alle passate gestioni della discarica di Bracciano con imprenditori campani rimasti coinvolti in vicende di camorra». «Si chiederà, altresì – concludono dall’associazione – alle competenti autorità giudiziarie e di polizia di monitorare la presenza e gli affari di alcune famiglie residenti nei territori interessati l’area circostante il bacino di Cupinoro, notoriamente legate alla criminalità organizzata».

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