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“La Tirrenica non si farà”

“La Tirrenica non si farà”

Il Comitato per il diritto alla Mobilità lancia strali contro le amministrazioni e organizza il ‘’No Sat Day’’ per il 26 ottobre. Ci saranno i sindaci di Civitavecchia, Livorno e Suvereto. Incognita su Tarquinia. “Il ponte sostitutivo sul fiume Mignone è nella variante del lotto 6B, ormai carta morta. Chiediamo di fermare anche il lotto 6A e usare quanto fatto finora per la messa in sicurezza dell’Aurelia”  

TARQUINIA – La Tirrenica si fermerà a Tarquinia. Ne è convinto il ‘’Comitato per il Diritto alla Mobilità di Tarquinia’’ che riporta le dichiarazioni del socio maggioritario di Sat Autostrade per l’Italia che ha detto che «La Tirrenica non si farà. E’ un’opera che non conviene e non interessa più». Una notizia che, se da un lato trova il plauso degli ambientalisti, dall’altro preoccupa per le opere incompiute relative al lotto 6A Civitavecchia-Tarquinia. A fronte di un clima di incertezza,  il comitato per il diritto alla mobilità ha organizzato per domenica 26 ottobre il ‘’No Sat day’’ al quale prenderanno parte i sindaci di Civitavecchia, Livorno e Suvereto. Incognita invece sulla presenza del sindaco di Tarquinia. E il Comitato domanda: «Il sindaco di Tarquinia che farà? Difenderà come sempre il progetto dell’autostrada, anche oggi che nessuno più ci crede, neanche il suo capo di governo, che l’ha addirittura esclusa dai finanziamenti del decreto ‘Sblocca Italia’?».  I cittadini si sono dati appuntamento per giovedì 23 ottobre per un incontro organizzativo della manifestazione, intanto il Comitato lancia strali contro le istituzioni, chiedendo le dimissioni dei responsabili e il blocco dei lavori del lotto 6A con conseguente messa in sicurezza dell’Aurelia. «Che la Tirrenica non si farà è una buona notizia – commentano dal Comitato –  per la Maremma e per il territorio, e siamo felici che finalmente si sia ammesso che quest’opera oltre che devastante era inutile e costosa. Oggi non lo dicono più solo gli ambientalisti, i residenti, quelli del ‘no’, come li chiama qualcuno con superficialità, ma gli stessi che quest’autostrada l’avrebbero dovuta realizzare». «Non lo ammettono in questi termini – spiegano dal Comitato – ma ammettono che per loro l’investimento non è più conveniente, svelando le vere ragioni che da sempre hanno spinto i sostenitori della Tirrenica a dire sì, quando era cristallino già da tempo che il traffico di mezzi giornalieri era molto al di sotto delle stime da loro stessi previste».  «Inutile dire – tuona il Comitato – ve l’avevamo detto. E’ importante invece dire che, se è vero che la Tirrenica non è mai stata necessaria e che sarebbe bastata la messa in sicurezza della statale Aurelia, peraltro già sicura in gran parte del tratto, come risolviamo la questione di Tarquinia del lotto 6A? Qui hanno già iniziato i lavori con la benedizione convinta dell’amministrazione comunale di Tarquinia, della Provincia di Viterbo e della Regione Lazio. Qui hanno previsto una viabilità alternativa frammentata e inadeguata che permetterà loro di pedaggiare tutto il traffico proveniente dalla A12 e dal porto di Civitavecchia dritto dentro la nuova autostrada. Qui l’autostrada conviene ancora, qui si farà. Tarquinia sola pagherà il prezzo di scelte la cui cecità e malafede è ormai palese». «Il raccordo tra la bretella e il distributore Agip, – spiega il Comitato per il diritto alla Mobilità – il ponte sostitutivo sul fiume Mignone sono nella variante del lotto 6B, ormai carta morta, non ci sono mai stati e mai ci saranno; i lavori procedono a rilento e i residenti subiscono ormai da due anni disagi e rischi insostenibili; le ditte e le aziende che hanno ruotato intorno ai lavori della Tirrenica spesso non sono state pagate; l’autostrada che avrebbe dovuto rilanciare il territorio si è rivelata per quello che è sempre stata, una palese fregatura. Di questo dobbiamo chiedere conto a chi ci ha male amministrato, e se non possiamo sperare in un’ammissione di responsabilità, chiediamo almeno che ora si cambi rotta, che i nostri amministratori facciano tutto quello che è in loro potere per chiedere di fermare anche il lotto 6A e usare quanto fatto finora per la messa in sicurezza dell’Aurelia». «E se ancora oggi non lo vogliono fare – rimarcano dal Comitato – allora che si dimettano». «Ora più che mai – concludono – serve che Tarquinia alzi la testa e chi fino ad ora non ha voluto vedere si indigni e difenda il proprio territorio, ridotto a vittima sacrificale per l’avidità di pochi». Proprio per queste ragioni, il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia aderirà al “No Sat Day”, una manifestazione che si terrà il 26 e che unirà tutti i comitati, i movimenti, le forze politiche e le associazioni in una carovana di auto che partiranno dalle due estremità del tratto interessato dal progetto autostradale, Rosignano e Civitavecchia, per convergere a Grosseto per una manifestazione che si terrà in piazza Dante. (a.r.)
 

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