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Hcs, altro tempo per un piano migliore

Hcs, altro tempo per un piano migliore

La Corte d’Appello concede otto mesi per rivedere la strategia che dovrà consentire il salvataggio della holding e delle sue sot. Ora l’amministrazione dovrà lavorare alacremente per risanare le casse lasciando pubbliche le società. Soddisfatto l'avvocato Ludovico D'Amico: "Sono passati anni, ora le condizioni sono cambiate".

CIVITAVECCHIA – «Come da mandato del liquidatore Carlo Micchi l’avvocato di Hcs ha chiesto ed ottenuto (al 25 giugno 2015) il rinvio per implementare la linea di risanamento e riorganizzazione del comparto a cui l’amministrazione sta già lavorando dal primo giorno». Lo rende noto l’amministrazione comunale, riportando l’esito del pronunciamento della Corte d’Appello sul piano industriale della holding. Nonostante la precedente bocciatura decretata dal Tribunale e i pochi passi avanti fatti per rimettere a posto le cose, a quanto pare la richiesta formulata dal legale della società sarebbe stata accolta. Nessuna sentenza quindi, ma un rinvio al 25 giugno del prossimo anno. Otto mesi di tempo, durante i quali l’amministrazione a cinque stelle dovrà rivedere per intero il piano di risanamento, dal momento in cui l’azione portata avanti fino a questo momento non ha prodotto grossi risultati. I grillini, capitanati dall’assessore Marco Savignani, dovranno adesso mettere a punto una strategia di risanamento efficace, compito reso ancora più difficile dall’indirizzo che l’amministrazione comunale si è dato, ovvero quello di lasciare completamente pubblica la proprietà di Hcs e delle sue sot. I debiti superano i 30 milioni e le soluzioni per ridurre i disastri dovranno necessariamente essere spalmate su un periodo decennale. Il primo importante risultato l’amministrazione comunale a quanto pare lo ha portato a casa, con la decisione della Corte d’Appello di rinviare tutto e concedere altro tempo per il risanamento, mentre in molti già nella giornata di oggi si aspettavano il peggio. Il lavoro grosso per Cozzolino e Savignani comincia proprio ora: occorrerà attendere per vedere se davvero l’azione messa in campo dal liquidatore Micchi porterà all’auspicato salvataggio delle aziende partecipate, oppure la decisione della Corte d’Appello di concedere altro tempo determinerà solamente un prolungamento dell’agonia. Soddisfatto l’avvocato Ludovico d’Amico che rappresenta la società: «Sono passati anni – spiega – ora le condizioni sono cambiate. Il piano va arricchito, reso efficace e riproposto sotto una nuova veste».

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