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"Un atto di forza che può sconfinare nell'illecito"

"Un atto di forza che può sconfinare nell'illecito"

MERCATO. I legali degli operatori di San Lorenzo sulla trincea ipotizzano una condotta penalmente rilevante

CIVITAVECCHIA – Non ci stanno i legali degli operatori di San Lorenzo sulla trincea, gli avvocati Leonardo Roscioni e Gianluca Marra, alla decisione dell’amministrazione comunale di trasferire San Lorenzo ed ortofrutta nuovamente attorno a piazza Regina Margherita, a partire da lunedì. Soltanto questa mattina sono state consegnate le lettere ufficiali del Comune che impongono agli operatori interessati, considerati gli stalli completati e la ristrutturazione di San Lorenzo conclusa, di spostarsi lunedì e lasciare liberi gli attuali posti, con il Pincio che provvederà a staccare acqua e corrente a partire dalle 14. Per il COmune, quindi, non ci sono più problemi: si può tornare ai propri posti. Ma è davvero così? Per i due avvocati non proprio. “Per quanto riguarda San Lorenzo – hanno spiegato – manca ancora il collaudo tecnico-amministrativo, come lo stesso Comune ha ammesso per iscritto rispondendo alla nostra richiesta di accesso agli atti”. Inoltre nei giorni scorsi è stato notificato il ricoso al Tar contro le ordinanze di sgombero di fine agosto. Secondo i due legali sarebbe più opportuno attendere il pronunciamento della magistratura “anziché effettuare – hanno sottolineato – veri e propri atti di forza prima che si celebri l’udienza almeno di sospensiva. Se infatti il Tar desse ragione ai mercatali il Comune dovrebbe paradossalmente reintegrarli nei box che attualmente occupano e che però nel frattempo avrebbe asportato, oltre al risarcimento di danni e spese legali a carico della collettività”. Ma c’è di più: staccando acqua e corrente, a detta di Roscioni e Marra, il Comune metterebbe in campo condotta penalmente rilevante: gli avvocati ipotizzano i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, danneggiamento ed interruzione di servizi di pubblica utilità. “Un atteggiamento davvero incomprensibile – hanno aggiunto – che sostituisce al necessario dialogo con i propri amministrati, ed alla preventiva ottemperanza a tutti gli adempimenti di legge, un esercizio di forza che potrebbe sconfinare nell’illecito. Naturalmente gli operatori mercatali di San Lorenzo, che come hanno sempre detto, vogliono rientrare ma in condizioni di legalità e sicurezza (rammentiamo, oltre alla mancanza del collaudo tecnico-amministrativo dei nuovi locali, anche la mancanza del collaudo statico del limitrofo mercato ittico) ed in un mercato nuovamente unito, ricorreranno ad ogni tutela legale dei loro diritti, in ogni sede, contro coloro che si renderanno responsabili di violazioni di legge”.
Intanto questa mattina al mercato c’era un clima di tensione. Operatori divisi sul da farsi, non completamente sicuri della correttezza delle procedure messe in atto dall’amministrazione. “Nessuno ci ha avvertito ufficialmente del trasferimento di lunedì, come invece sottolineato dal Pincio – hanno spiegato – non è che in una mattinata ci si trasferisce così, come nulla fosse. Inoltre a ridosso di due giorni di festa che, per i commercianti, sono importanti”. E se per ortofrutta e San Lorenzo la situazione, per il Comune, sembra essere chiara, rimane ancora il problema della superfetazioni. Anche se questa mattina un agente della Polizia Locale si è presentato alle varie casette di legno, dicendo: “Se volete, da lunedì potete tornare giù”. Ma giù dove? Ed in che modo? La confusione sembra essere ancora parecchia. 

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