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Aia Tvn, Manuedda: "Pd, un ricorso contro se stesso"

CIVITAVECCHIA – «È nel pieno diritto dei consiglieri comunali del Pd aderire a un ricorso contro se stessi, chiedendo l’annullamento dell’Aia della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord, un’autorizzazione rilasciata solo un anno e mezzo fa con il parere favorevole dell’allora sindaco Pietro Tidei, da loro sostenuto e difeso strenuamente in quella decisione, tanto da essere nuovamente scelto come candidato sindaco alle ultime elezioni. Ciò che non è accettabile è che i consiglieri del Pd, nel comunicare la loro decisione, abbiano voluto percorrere la strada della strumentalizzazione politica, anche su un tema, come quello della salute, di estrema serietà, indicando la ragione della loro scelta non nella presa di coscienza dell’illegittimità dell’Aia ma nella presunta incapacità dell’attuale Amministrazione Comunale di garantire l’esecuzione dei controlli ambientali». Interviene sulla vicenda l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda, puntando il dito contro l’ex Sindaco reo di non aver imposto, in sede di conferenza dei servizi, come prescrizioni i limiti proposti dal Comune nella fase istruttoria. L’assessore ha sottolineato, ad esempio, come l’attuale amministrazione si impegnerà, attraverso il riesame dell’Aia, a pretendere l’istituzione di un presidio medico-sanitario e di una postazione fissa di Ispra o Arpa all’interno della centrale, non inserita finora nell’autorizzazione. «L’Amministrazione Comunale, attraverso la richiesta di riesame dell’Aia – ha sottolineato Manuedda – cercherà di ridurre l’inquinamento alla fonte, proponendo il rispetto integrale dei limiti di emissione associati alle migliori tecniche disponibili e la riduzione delle ore di funzionamento dell’impianto. Qualora il ricorso pendente al Tar fosse accolto e l’attuale autorizzazione annullata, gli stessi principi di massima prevenzione dell’inquinamento, unitamente a una valutazione complessiva sulla sostenibilità dell’impianto, saranno proposti dal Comune nell’ambito della nuova richiesta di autorizzazione. Auspico sinceramente che l’adesione al ricorso di esponenti politici ancora dichiaratamente convinti della legittimità dell’Aia non sia valutata dai giudici del Tar come un elemento a sostegno della regolarità dell’autorizzazione, costituendo, in maniera certo involontaria, un contributo a favore del rigetto del ricorso».

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