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La Federazione dei sindacati indipendenti del Lazio:”Mannaia su posti letto nel pubblico”

“La F.S.I. (Federazione Sindacati Indipendenti), pur apprezzando lo sforzo intrapreso dalla Regione Lazio, esprime  profonde perplessità sul nuovo assetto delle singole aziende sanitarie dopo aver preso visione del  piano di riordino della rete ospedaliera messo a punto dalla stessa Regione per raggiungere lo standard di 3,7 posti letto per 1000 abitanti ”. E’ quanto ha dichiarato Giovanni Ronchi, segretario terriroriale della F.S.I. di Roma, dopo aver appreso nel dettaglio i contenuti del piano di riassetto delle rete ospedaliera del Lazio illustrato oggi dal Governatore Nicola Zingaretti.  

“Il mantenimento della maggior parte dei posti letto nella nostra Regione, in particolar modo per quanto concerne il territorio di Roma Capitale, nasce dai dati relativi alla popolazione residente, certamente superiori rispetto ai dati ISTAT aggiornati al 31/12/2013.  Analizzando nel dettaglio  il nuovo piano di riordino della rete ospedaliera emergono pesanti tagli lineari ai danni di  aziende sanitarie pubbliche di notevole riferimento per i bisogni della salute dei cittadini”, ha proseguito Ronchi.

“Il taglio dei posti letto è stato portato avanti con il fioretto nelle strutture private accreditate mentre per  le aziende sanitarie pubbliche la Regione ha usato la mannaia. Esempi eclatanti sono i 70 posti letto in meno previsti per il Policlinico Umberto I  e i 50 in meno per l’Ospedale Pertini della RM B, per di più un presidio dotato di un pronto soccorso di secondo livello.  

Vogliamo pensare che tale razionalizzazione sia il frutto delle mutate esigenze epidemiologiche ed assistenziali della popolazione, che necessita di un  sistema di cure territoriali in grado di assicurare livelli assistenziali qualitativi ed appropriati, con una efficiente integrazione fra l’attività sanitaria e i servizi sociali territoriali.

Facciamo anche presente che, in attesa della ormai prossima presentazione dei nuovi Atti aziendali che dovranno essere vagliati dalla Regione,  rimane un forte dubbio sull’attuazione dei Programmi Operativi 2013-2015, che teoricamente, per la nostra Regione, dovrebbero contenere o migliorare il disavanzo sanitario. I tempi sono stretti e fino a questo momento poco è stato fatto”, ha concluso Ronchi

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