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In manette due ladre seriali

In manette due ladre seriali

Operazione dei carabinieri: le due hanno messo a segno una serie di furti lungo tutto il litorale

CIVITAVECCHIA – Rapide, furbe, abili. Due mamme come altre, all’apperenza, ma in realtà erano due ladre seriale, finite in manette dopo una lunga indagine condotta dai carabinieri della stazione di via Antonio da Sangallo. La mattina compravano la merenda ai figli, li accompagnavano a scuola e poi iniziavano il ‘‘tour’’ su tutta la zona, da Orbetello e Pescia Romana, fino addirittura ai cimiteri romani di Prima Porta e Flaminio. Il modus operandi era sempre lo stesso: a bordo delle auto – una Volskwagen nera o di una Opel grigia, anche se a volte sono ricorse ad auto a noleggio – eseguivano due passaggi per vedere quante macchine vi fossero, controllavano la presenza eventuale delle forze dell’ordine, e poi agivano. Pochi attimi. Una restava alla guida dell’auto, l’altra rompeva i vetri di quelle in sosta sottraendo borse ed ogni tipo di oggetti, soprattutto telefoni cellulari, Pc e tablet. Da lì una corsa ai più vicini sportelli bancomat dove, sfruttando i dati anagrafici sottratti dai documenti, dalle rubriche telefoniche, facendo anche rapidi calcoli su nomi e date di nascita, effettuavano il prelievo dalle carte bancomat e di credito del massimo esigibile, quasi sempre 1750 euro. In un caso, ad esempio, con il cellulare rubato ad un ragazzo hanno inviato un messaggio alla madre del giovane facendosi inviare i pin delle carte, andando così a prelevare. Avevano individuato banche con telecamere di videosorveglianza spente o non funzionanti; spesso invece usavano cappelli, giacche e parrucche. In alcuni casi, proprio per rallentare il blocco telefonico della carte rubate e la denuncia ai Carabinieri, foravano anche le gomme delle auto dei malcapitati, le ‘‘prede’’ come le chiamavano. Oltre 40 le denunce raccolte dagli uomini del comandante Giuliano Mangoni, 14 i furti accertati che hanno convinto i giudici ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della 35enne F.M. e della 34enne M.L.; la prima aveva piccoli precedenti, l’altra era stata già arrestata per furto e gli è stata addebitata una rapina ad una anziana a Viterbo. Le indagini dei militari dell’Arma, coordinate dal procuratore capo Gianfranco Amendola e dal pubblico ministero Valentina Zavatto, sono state minuziose e capillari. Come sottolineato dal tenente Antimo Ventrone si sono composte di attività tecniche, osservazioni, controlli e pedinamenti, riscontri che alla fine hanno portato all’individuazione delle due donne, residenti da anni a Civitavecchia, ma di origini ligure ed umbre, alle quali vengono contestati almeno 40 furti e 15 ricettazioni. Martedì sono scattati gli arresti, alle case popolari di Campo dell’Oro. Una delle due ha tentato la fuga nei campi attorno all’autostrada, subito raggiunta. Le indagini proseguono anche in merito ad alcune rapine subite da anziane donne, a Civitavecchia ed in provincia di Viterbo.

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