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Licenziamenti Revello, Filt Cgil sul piede di guerra

CIVITAVECCHIA – “Venerdì è arrivato l’ennesimo schiaffo al mondo del lavoro cittadino, dove la disoccupazione ha ormai raggiunto percentuali allucinanti e sempre più allarmanti. Ci troviamo, infatti, davanti all’esempio più lampante di cosa cambierà nel mercato del lavoro se mai il governo Renzi riuscisse ad arrivare alla cancellazione dell’articolo 18. Un esempio di cui il paese ne è ormai pieno, ma che sicuramente non fa mai male ricordare o evidenziare. Sembrava un venerdì come tanti per i quattro lavoratori sfortunati, quando sono stati convocati dal “padrone” che contornato di avvocati consegnava loro la lettera di licenziamento immediato”. La denuncia arriva da Alfonso Astutidella Filt Cgil. “Comprendiamo quotidianamente le difficoltà delle tante piccole e medie imprese, che sono fondamentali per l’economia del nostro paese e che a fatica continuano a lottare contro una crisi globale che sembra ormai senza fine, ma in quei fortunatamente rari casi come questo, dove – ha aggiunto – non si cerca concertazione sindacale, non si pensa al danno che si crea alle famiglie magari monoreddito e che sulla base di quel salario hanno costruito la loro vita o avevano in progetto di costruirla, ci fanno capire l’importanza dell’estensione delle tutele dei lavoratori al di la delle dimensioni delle Imprese. Non comprendiamo il perché, in presenza di varie forme di sostegno come la cassa integrazione o la mobilità, si possa arrivare al licenziamento immediato. Succede questo nelle aziende con meno di 15 dipendenti, che si fanno forti del fatto che male che  vada, tra qualche mese, dovranno erogare un rimborso economico al lavoratore licenziato, ammontante  neanche al valore di tre mensilità. Entrando nella specificità del caso che ha dato origine a questo intervento, gli atteggiamenti dell’agenzia Revello, che  da tempo dava segni di instabilità economica e lasciava temere proprio quanto accaduto venerdì scorso, sono molto probabilmente l’attestazione che siano solo l’inizio di una serie di provvedimenti contro i lavoratori. Il timore è ancora maggiore se si pensa che l’agenzia Revello – ha concluso – fa parte di una holding costruita con il semplice intento di rimanere sotto i 15 dipendenti,  proprio per svincolarsi, secondo noi, dall’osservanza delle tutele nei confronti dei lavoratori. Lo dimostra il fatto che spesso e volentieri, gli stipendi  vengono trattati e procrastinati alla stregua delle  altre spese di gestione, tanto da  portare i  lavoratori a vantare crediti, come un qualsiasi altro operatore commerciale o fornitore della Revello medesima. Con la differenza che, a fronte della metodica inosservanza dei presidi contrattuali posti a tutela dei lavoratori, gli stessi vengono metodicamente sottoposti a carichi di lavoro che vanno a gravare anche sulla condizione di sicurazza in cui operano.
In questo periodo di crisi , il sindacato si trova spesso a doversi dare della priorità per  il mantenimento dei livelli occupazionali  e per questo, si trova a lavorare in sinergia con le aziende in difficoltà per mantenerle in vita, per non perdere altri posti di lavoro. Spesso concerta  piani di rientro con le Imprese in difficoltà, che siano nella possibilità delle Imprese stesse e che allo stesso tempo  permettano al lavoratore di recuperare i suoi eventuali crediti  ma,  quando cominciano a mancare questi presupposti di concertazione e di confronto, il sindacato deve attivare senza indugi le azioni indispensabili a mettere un freno a situazioni che sarebbero devastanti per i lavoratori”.

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