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Furti all’oleodotto: non ci sono idrocarburi in mare

Furti all’oleodotto: non ci sono idrocarburi in mare

FIUMICINO. Lo afferma la Capitaneria che ieri ha riscontrato anche una diminuzione di cherosene nei canali «ma l’emergenza non è finita». Wwf e Lipu hanno presentato un esposto in Procura come parti offese. Chiesti anche accertamenti di illeicità penale

FIUMICINO- Non c’è presenza di idrocarburi in mare all’altezza delle foci dell’Arrone e del Rio Palidoro. È quanto emerge dai primi responsi dei campionamenti effettuati dal Laboratorio ambientale mobile della Capitaneria di porto in seguito all’emergenza legata alla fuoriuscita di cherosene dalla condotta che collega i depositi dell’Eni di Civitavecchia all’aeroporto di Fiumicino. «Grazie all’utilizzo di panne galleggianti oleoassorbenti predisposte dalla Guardia Costiera, dall’Eni e dal consorzio Castalia – spiegano dalla Capitaneria – si è riusciti a circoscrivere il prodotto all’interno dei reticolati del consorzio di bonifica nella zona del fosso Tre Cannelle, evitando così che il prodotto arrivasse alla foce e, di conseguenza, in mare». Secondo quanto accertato sempre dalla Capitaneria di Porto, ad una settimana dallo sversamento risulterebbe diminuire la concentrazione di cherosene nei canali di Maccarese e lungo l’Arrone, ma la fase di emergenza non sarebbe però ancora conclusa. «Gli ultimi dati, dopo i campionamenti, ci indicano un calo della concentrazione di idrocarburi», ha detto il comandante della Capitaneria Lorenzo Savarese. Anche il presidente della Lipu-Birdlife (Lega protezione uccelli) Italia, Fulvio Mamone Capria, dopo un sopralluogo, ha affermato che «fortunatamente la situazione si sta stabilizzando. Le prossime piogge, però, porteranno già altro cherosene ora bloccato da terra e barriere. Speriamo non causi altre ferite all’ambiente». «Sono stati consegnati alla Asl dei bivalvi morti – ha detto ancora Savarese – recuperati per le analisi su contaminanti presenti. Recuperati poi altri pesci e due gallinelle d’acqua morti. Sono andato a verificare i lavori di bonifica dove è  avvenuto il tentativo di furto nei pressi del casello della Roma-Civitavecchia. Erano in corso trivellazioni per verificare la contaminazione dei terreni nei pressi dell’area incidentata». «Situazione stabile – conferma Riccardo Di Giuseppe del Wwf – ma c’è ancora tanto cherosene». Ieri mattina sul posto sono tornati anche i carabinieri del Noe per continuare a raccogliere informazioni. Monitoraggi sono stati effettuati anche del nuovo assessore all’Ambiente di Fiumicino, Roberto Cini, che tornerà oggi con la biologa del Comune. A fronte del disastro ambientale, il WWF Italia ha presentato ieri, insieme alla Lipu, un esposto alla Procura di Civitavecchia dichiarandosi «parte offesa» per i gravi danni ambientali. Chiesti anche gli opportuni accertamenti su eventuali profili di illiceità penale. «Il nuovo tentativo di furto di carburante sull’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino scoperto giovedì ci preoccupa – ha detto il Wwf, che ha chiuso al pubblico l’Oasi Bosco Foce dell’Arrone per garantire l’incolumità dei visitatori – è urgente un intervento immediato per mettere in sicurezza e monitorare in tempo reale la lunga condotta dell’Eni che attraversa la Riserva Statale del Litorale Romano’’. Intanto Eni, in merito all’installazione dell’innovativo sistema vibro acustico per la rilevazione delle perdite, già installato in via sperimentale sull’oleodotto Gaeta-Pomezia con risultati eccellenti, annuncia che “il sistema verrà completato sull’oleodotto Civitavecchia – Fiumicino entro febbraio». (a.r.)

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