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«La riforma sugli orari dei treni deve essere modificata»

LADISPOLI. Il Comitato dei pendolari stila una proposta di modifiche

LADISPOLI. Il Comitato dei pendolari stila una proposta di modifiche

LADISPOLI – Buoni gli effetti del nuovo orario ferroviario entrato in vigore a dicembre 2013, ma c’è ancora tanto da fare. A dirlo, in vista del cambio di orario dei treni sulla tratta Fl5 Civitavecchia-Roma, è proprio il Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord che parla di «una riforma incompleta e insufficiente», tanto che lo stesso comitato ha suggerito alle Ferrovie dello Stato una serie di modifiche da apportare agli orari dei treni e alle stazioni di transito.
A cominciare proprio dal buco creato col nuovo orario in piena fascia pendolari nelle stazioni di Torrimpietra e Maccarese tra le 7,53 e le 8,26. Buco a cui vanno ad aggiungersi anche i ritardi dei treni previsti. Un problema che, per i pendolari, potrebbe essere risolto inserendo un nuovo treno in partenza da Civitavecchia «che transiti a Ladispoli attorno alle 7,55» ed «effettui le fermate di Torrimpietra e Maccarese e prosegua per Ponte Galeria e per Roma Tiburtina». Un problema, quello dell’assenza di treni per almeno un’ora, evidenziato anche nella fascia di ritorno, dalle 17,30 alle 19 «in particolare per Aurelia e Torrimpietra» e dalle 19,42 alle 20,42 «dove deve essere inserito – scrivono dal Comitato – un nuovo treno alle 20,27 per Ladispoli». Provvedimento, questo, che dovrebbe essere accompagnato anche da una «traslazione in avanti di un quarto d’ora dei treni successivi, ora in partenza tra le 20,42 e le 22,12». Da risolvere poi il problema del sovraffollamento dei convogli, causato soprattutto dalla presenza dei turisti e dei crocieristi che devono raggiungere la Capitale o il porto di Civitavecchia. Un problema che potrebbe essere risolto con il «prolungamento del treno delle 16,27 a Civitavecchia e il posticipo al suo ritorno a Roma in un orario che consenta il ripristino del treno 12265 cancellato con l’orario estivo del 2012». Ma i pendolari guardano anche alla sicurezza in stazione. Ad Aurelia, ad esempio, dopo la chiusura del bar, la stazione è diventata luogo di ritrovo di sbandati. Riflettori puntati anche sulla stazione di Ladispoli dove ad imperversare sono invece degrado e sporcizia «con particolare riguardo al parcheggio delle biciclette».

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