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Nubifragio: chiesta la calamità naturale

Nubifragio: chiesta la calamità naturale

Caduti 125 millimetri d’acqua, come quel tragico 2 ottobre del 1981 quando persero la vita sei persone. Il sindaco Roberto Bacheca: «Stavolta però la pulizia dei fossi ha permesso il deflusso fino a mare». In campo ben 20 squadre della Prociv. Dopo il caos fino a tarda notte, ieri pomeriggio riaperta l’autostrada chiusa per via di una frana. Oggi ancora scuole chiuse

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Dopo la tempesta della giornata di giovedì, ieri mattina il sindaco Roberto Bacheca ha fatto il punto della situazione in una affollata conferenza stampa dove ha sciorinato una moltitudine di dati che di fatto hanno racchiuso tutto quello che si è verificato nelle 24 ore più lunghe di Santa Marinella. Anche oggi, le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse, nella giornata che si prospetta più tranquilla.
ACQUA COME IL 1981. Il dato più clamoroso è che in città, giovedì, sono caduti 124,2 millimetri di acqua dove l’impulso pluviometrico più intenso si è registrato tra le 13,15 e le 15. Praticamente tanti quanti sono caduti il 2 ottobre del 1981 e cioè nel giorno della peggiore catastrofe accaduta a Santa Marinella nella sua storia. In quella occasione persero la vita sei persone, il 50% delle abitazioni subirono allagamenti, la furia dell’acqua creò dei danni immensi e solo in parte saldati da quei quattro miliardi di lire che il sindaco Achille Ricci mise a disposizione per i soccorsi.
FOSSI PULITI – Questa volta fortunatamente le conseguenze sono state limitate «perché – ha spiegato il sindaco Bacheca – abbiamo tenuto una condotta responsabile sotto l’aspetto idrogeologico, infatti con costanza abbiamo mantenuto i fossi cittadini sempre puliti e questo ha di fatto limitato la furia dell’acqua che è andata a mare senza trovare ostacoli».
VENTI UNITA’ DELLA PROCIV – Nella giornata di giovedì, grazie alle venti unità di Protezione Civile giunte in città da ogni parte d’Italia, sono stati effettuati 50 interventi in abitazioni private, per via degli allagamenti. Sono state evacuate due famiglie ospitate a spese del Comune all’Hotel l’Isola, e rimossi due pini caduti per la pioggia. Riscontrata inoltre la rottura di una tubazione di gas prontamente riparata dai tecnici.
CALAMITA’ NATURALE – «Abbiamo chiesto lo stato di calamità naturale – ha detto Bacheca – ed inoltre abbiamo concordato con il prefetto Ferretti il blocco del transito dei mezzi pesanti sull’Aurelia per via dei forti rallentamenti alla viabilità. Ringrazio inoltre la direzione regionale Lazio della Protezione Civile, in particolare la dottoressa Ferrara, che ha stanziato 20mila euro per le spese. Con il Genio Civile abbiamo effettuato un giro perlustrativo per controllare i punti più a rischio che sono senza dubbio le pareti di alcuni fossi che la furia dell’acqua ha fatto franare. Saranno stanziati 200mila euro per ogni intervento, comunque con il Genio abbiamo  individuato sei criticità al fosso Castelsecco, al fosso delle Buche, al fosso Vignacce e al fosso di Pontenuovo, dove sono cadute delle paratie in cemento. I danni maggiori comunque li abbiamo riscontrati alla Quartaccia dopo la frana al costone sopra l’autostrada che ha invaso oltre la Roma-Civitavecchia anche l’Aurelia Vecchia». «Per questo – ha aggiunto Bacheca – ho firmato una delibera per utilizzare 100mila euro di fondi di riserva per le prime necessità. Cercheremo comunque di dare una mano anche a coloro che hanno avuto danni alle coltivazioni. La situazione comunque sta tornando alla normalità e mi preme ringraziare oltre alle forze dell’ordine, i volontari della Protezione civile, l’onorevole Marta Grande e i sindaci Cozzolino, Pascucci, Landi, Paliotta e Battilocchio».
BOMBA D’ACQUA INASPETTATA – Ciò che lascia perplessi, comunque, è che dalle istituzioni nazionali non sia stata data l’allerta meteo su ciò che stava per accadere. Il quartiere più colpito, come detto, è stato quello della Quartaccia, precisamente in via Aurelia Vecchia, dove sono stati salvati dalla Croce Rossa due anziani coniugi che si sono trovati intrappolati in casa con 50 cm di acqua. La Protezione Civile ha tratto in salvo una donna e i suoi due figli minorenni in località Pontenuovo ed una intera famiglia di tre persone, costrette a lasciare la loro abitazione per poi essere ospitate all’Hotel l’Isola.
TRAFFICO IN TILT – A complicare la viabilità cittadina è stato sicuramente la chiusura dell’autostrada A12 Roma-Civitavecchia per la grossa frana avvenuta al km 45, proprio in corrispondenza del rione Quartaccia, dove un fosso ostruito ha esondato, riversando l’acqua in via della Selciata, portando via con se fango e detriti che sono andati a finire nelle case e nelle cantine adiacenti al torrente e demolendo metri di asfalto. La chiusura è stata revocata ieri pomeriggio alle 17, quando la circolazione è stata riaperta‬ in entrambe le direzioni con scambio di carreggiata. Ancora ieri mattina era chiusa l’uscita Santa Severa in entrata verso nord e Civitavecchia all’entrata sud. In tanti giovedì sono rimasti per ore, dal pomeriggio e fino alla notte, ‘‘intrappolati’’ in auto. Parecchi quelli che, da Roma per rientrare a Civitavecchia, si sono diretti a Manziana, passando per Tolfa e scendendo poi a Civitavecchia. Rimasto interdetto il traffico dei mezzi pesanti sulla via Aurelia, tra Santa Severa e l’innesto Ss1 Bis via Aurelia (Tarquinia). I mezzi pesanti sono stati parcheggiati al porticciolo turistico di Riva di Traiano per consentire il passaggio dei soccorsi sull’Aurelia, dove è stato dirottato tutto il traffico che ancora ieri registrava rallentamenti tra S. Marinella e Civitavecchia per lavori.
ESONDATI DUE FOSSI – A peggiorare la situazione del quartiere Quartaccia è stato il fosso di Pontenuovo che, rompendo gli argini in vari punti, nel tratto a nord della ferrovia, ha allagato due aziende floricole presenti, poi ha invaso l’Aurelia interrompendo per due ore il passaggio dei molti mezzi che si sono visti costretti ad abbandonare l’autostrada per la frana. L’altro fosso esondato, sempre in zona Quartaccia, è stato quello adiacente al cimitero comunale. Moltissimi gli smottamenti, in zona Valdambrini dove un muro di cinta è crollato, via Lazio è stata chiusa al traffico per molte ore e riaperta in tarda serata grazie ai volontari della Pro Pyrgi e del Nucleo Sommozzatori che, con i loro mezzi, hanno svuotato la zona dall’acqua che aveva raggiunto oltre il metro e venti di altezza.
ALBERO CADUTO E FUGA DI GAS – La seconda bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città nel tardo pomeriggio di giovedì ha causato diversi danni in via Col di Lana, in via delle Colonie, in via VI Novembre e nella zona a nord della città. La caduta di un grosso pino secolare intorno alle 18 di giovedì nei pressi dell’imbocco per il porto turistico, ha bloccato l’Aurelia in ambo le carreggiate per circa 4 ore, anche perché la caduta ha causato una perdita di gas, mettendo nei guai ulteriormente sia i soccorritori che gli automobilisti.
CITTA’ ISOLATA – Sia a Santa Severa che a Santa Marinella sono saltati tutti i collegamenti radio, telefonini e il servizio di energia elettrica. Lasciando intere famiglie col fiato sospeso per ore.

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