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Operazione canguro: eseguito un arresto anche a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – È arrivata fino a Civitavecchia Hopper, l’operazione canguro, condotta dalla Squadra Mobile di Grosseto e mirata allo smantellamento di una organizzazione dedita allo spaccio di droga. Ieri infatti  i poliziotti, con l’aiuto della squadra anticrimine del commissariato di viale della Vittoria, hanno rintracciato ed arrestato a Civitavecchia, dove si era trasferito, un albanese colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato condotto nel carcere di Civitavecchia, dove si trova attualmente recluso. L’operazione, chiamata canguro per il fatto che i venditori saltavano da un cliente all’altro, consegnando la droga a domicilio, è partita oltre un anno fa, quando la sezione narcotici della squadra Mobile aveva notato i movimenti sospetti di una donna rumena di 40 anni. La donna riceveva i clienti a casa propria dalle 6 della mattina alle 3 di notte, vendendo loro marijuana, cocaina e piccole quantità di eroina. Un mercato ben avviato, che aveva presto insospettito la polizia. Da lì era partita una operazione complessa che ha dato i suoi frutti qualche giorno fa, quando sono state eseguite 13 misure cautelari tra arresti e divieti di dimora. L’approvvigionamento veniva fatto ad Arezzo, da dove veniva la cocaina e a Roma da cui veniva la marijuana. A chiudere il cerchio due tunisini per l’eroina. Il grossista di Roma era un albanese e a mantenere i contatti pensava un macedone, residente in provincia di Grosseto. Ad essere utilizzata per lo spaccio anche una ragazzina di 12 anni, figlia di una delle persone arrestate. La minorenne si occupava di occultare la droga, lanciarla dalla finestra su richiesta e in un caso anche dello spaccio.

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