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Il tribunale ha riconosciuto la morte per amianto di un marittimo

CIVITAVECCHIA – Ci sono voluti sette anni per dimostrare il vincolo di causa ed effetto tra l’attività lavorativa di Mario Foschi, la sua malattia e poi la morte. Il tribunale civile ha infatti riconosciuto la morte per amianto del marittimo civitavecchiese, deceduto il 1° maggio del 2007 «in seguito alle conseguenze del mesotelioma pleurico maligno causato – hanno spiegato i familiari – dalla sistematica esposizione alle fibre di amianto durante gli oltre 40 anni di lavoro, svolto con passione ed abnegazione, sulle navi traghetto delle Ferrovie dello Stato». La famiglia ringrazia anche l’avvocato Marco Savignani che ha portato avanti la causa in questi anni.

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