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La guerra a Monti riparte da Astorre

La guerra a Monti riparte da Astorre

Presentata un’interrogazione per chiedere il commissariamento dell’Authority. Ma nel partito, a livello locale, c'è chi la pensa diversamente. Ed il presidente dice: "Mi sembra un film già visto"

CIVITAVECCHIA – Commissariare l’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. La richiesta, a firma del senatore del Pd Bruno Astorre e sostenuta anche da altri nove colleghi, tra cui Carlo Lucherini, è inserita in un’interrogazione presentata lo scorso 15 gennaio al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, e al ministro dell’Economia e delle Finanze per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Pier Carlo Padoan. Interrogazione che prende spunto dalla verifica amministrativo-contabile eseguita tra il 17 aprile e il 15 maggio dello scorso anno dai servizi ispettivi dell’Ispettorato generale di finanza della Ragioneria generale dello Stato, arrivata anche dopo un’interpellanza parlamentare presentata tra gli altri da Marietta Tidei. Dopo la Camera riparte questa volta dal Senato la guerra al presidente di Molo Vespucci Pasqualino Monti. Puntuale con l’avvio delle discussioni politiche e dell consultazioni che porteranno, tra qualche mese, alle presentazioni delle terne e alla nomina della presidenza del porto. La guerra politica è quindi ufficialmente iniziata. Ancora una volta alla base dell’interrogazione ci sono presunte irregolarità nelle assunzioni e nei conferimenti di incarichi. Ma all’interno dello stesso partito, a livello locale, c’è chi la pensa in maniera diversa. «Auspico che, con la medesima solerzia, gli stessi amici del Pd che sono così interessati all’attività del presidente dell’Autorità Portuale, per la quale hanno sentito il bisogno, senza coinvolgere gli organismi del partito a livello locale, di interrogare il ministro Lupi – ha sottolineato il membro del direttivo locale Valerio Mori – profondano un intenso impegno, così come si sta impegnando il presidente Monti in tutte le sedi, anche a Bruxelles, nel sostegno all’azione del porto di Civitavecchia e nella sua promozione a tutti i livelli, dal reperimento delle risorse necessarie a completare le infrastrutture pianificate, alla risoluzione dei problemi in campo: una necessità per tutto il territorio, che sta soffrendo la crisi. Nell’ambito del partito locale, poi, mi auguro che finalmente, ad un mese dall’elezione del direttivo e del segretario, si apra un confronto autentico sulle linee programmatiche – ha aggiunto – che ponga finalmente il tema dello sviluppo della città e del territorio in un’ottica aperta, inclusiva, scevra da condizionamenti e pregiudiziali di sorta: una grande campagna d’ascolto che renda protagonisti tutti i soggetti coinvolti, sulla base della quale iniziare a costruire una prospettiva di sviluppo seria, complessiva e integrata, e un Partito democratico davvero rinnovato».
«Mi sembra di assistere a un film già visto giusto un anno fa. Cambia la firma, oggi è quella di Bruno Astorre, al Senato, ieri era quella di Marietta Tidei alla Camera, ma non il contenuto. E sono convinto che anche l’esito sarà lo stesso: ossia la riaffermazione della piena legittimità dell’azione amministrativa dell’ente». Rispedisce al mittente le accuse il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti. «Il fatto che io abbia assunto mio fratello è completamente falso – ha chiarito entrando nel merito dell’interrogazione – così come false sono altre affermazioni contenute nel documento che nelle sue premesse disegna una situazione che è ben lontana dalle conclusioni della relazione del servizio ispettivo dell’Ispettorato Generale di Finanza, come sono certo che si potrà evincere, anche stavolta, dalla risposta del Ministero. Non mi stupisce questa battaglia personale nei miei confronti alla vigilia della scadenza del mandato, ciò che non tollero sono le falsità e che possa essere il porto a fare le spese di strumentalizzazioni di questo genere».

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