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«Non c’è stata alcuna violenza sessuale»

«Non c’è stata alcuna violenza sessuale»

Gli avvocati Francesca Maruccio e Claudia Trippanera sono intervenuti al termine dell’incidente probatorio svoltosi ieri. La vicenda vede accusato un 50enne di Tarquinia amico di famiglia di una coppia, genitori di due ragazzine minorenni. I legali dell’indagato: «Auspichiamo che quanto emerso sia di aiuto alla Procura per stabilire la verità»  

TARQUINIA – Due ore e mezza di videoconferenza, con la minorenne interrogata dal giudice per le indagini preliminari Lorenzo Ferri, dal pm Alessandra D’Amore  e dagli avvocati dell’indagato, per ricostruire tutti i fatti relativi ad una presunta violenza sessuale. Così, sotto la massima protezione, propria di una caso che vede coinvolti minorenni, e alla presenza anche della psicologa, maggiore dei carabinieri, si è svolto ieri l’incidente probatorio sulla 14enne di Tarquinia chiamata a ricostruire i fatti che la vedono accusare un 50enne amico di famiglia dei genitori, di molestie sessuali nei suoi confronti e contro la sorellina. Una storia, i cui contorni cominciano adesso ad essere chiariti e che potrebbero portare la Procura a riscrivere i termini entro i quali si sono veramente svolti i fatti. Secondo quanto emerso, sarebbero infatti venuti a galla elementi di prova adeguati a ristabilire la verità.  Questo, almeno, secondo quanto riferito dai legali difensori dell’indagato, gli avvocati Francesca Maruccio e Claudia Trippanera che commentano con soddisfazione le risultanze dell’esame richiesto dal pm Alessandra D’Amore per cristallizzare le prove. «L’incidente probatorio è andato molto bene – affermano gli avvocati Maruccio e Trippanera –  Per noi la violenza non c’è assolutamente stata. Ci auguriamo che quanto emerso sia di aiuto alla Procura della Repubblica. Auspichiamo cioè che gli elementi rilevati  in sede di incidente probatorio siano utili per noi e per il pm a chiarire la dinamica dei fatti e a stabilire la verità circa quanto è realmente accaduto».
I fatti, in base alla denuncia presentata presso la stazione dei Carabinieri di Tarquinia, risalirebbero a dicembre 2013. L’uomo, originario della Sicilia ma residente a Tarquinia, secondo l’accusa avrebbe molestato sessualmente due sorelline di 15 e 14 anni, figlie di una coppia di amici. Tutto sarebbe avvenuto in casa delle stesse ragazzine, dove l’uomo si recava spesso anche intrattenendosi a cena. Una delle due ragazzine avrebbe confidato alla madre di aver subito per molto tempo delle molestie da parte dell’uomo che quasi con frequenza giornaliera si recava presso la loro abitazione.  Un amico fidato, insomma,  che spesso era solito anche intrattenersi a cena con la coppia di amici. Secondo il racconto di una delle due ragazzine, nel momento in cui i padroni di casa si intrattenevano in cucina per la preparazione del cibo, l’uomo raggiungeva la minorenne in un luogo appartato della casa e poi la toccava ripetutamente nelle sue parti intime, chiedendole esplicitamente di fare sesso nel letto di sua madre.  La minorenne avrebbe confidato alla mamma anche che riceveva dei messaggi su Whatsapp, nel suo telefono cellulare, da un profilo con nome travisato ma, secondo la ragazzina, riconducibile, in base alle frasi riportate a sfondo prettamente sessuale, allo stesso amico di famiglia.  I primi episodi si sarebbero verificati quando la ragazzina non aveva ancora compiuto 14 anni e sarebbero poi continuati ancora per un mese, fino a quando i rapporti di amicizia e le frequentazioni tra la coppia e l’uomo si sarebbero interrotti per altri motivi personali.
Entrambe le ragazzine, alla luce della denuncia, sono state ascoltate dal Racis di Roma e il pubblico ministero Alessandra D’Amore ha poi chiesto l’incidente probatorio che ora potrebbe consentire di scrivere una nuova versione dei fatti.
Ale.Ro.

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