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Centrale di Montalto, Caci: "Qualsiasi proposta dell'Enel deve essere accettata dalle comunità locali"

MONTALTO – Sulla paventata ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore presso la centrale Alessandro Volta, il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, in linea con quanto già dichiarato dall’Enel, conferma che ad oggi non c’è nulla di deciso. “Si inizia a parlare con concretezza adesso – spiega Caci – visto che fino alle scorse settimane sono cambiati anche i vertici della società. In ogni caso la nostra posizione è chiara. Siamo pronti a valutare tutte le ipotesi che ci fornirà Enel, ma è chiaro che qualsiasi proposta o decisione da parte dell’Enel deve essere valutata ed accettata dalle comunità locali”. Del resto già a giugno scorso il sindaco Sergio Caci, in una missina indirizzata al Premier Renzi, sollecitava il Governo ad una rapida soluzione (in risposta alla lettera dello stesso presidente del Consiglio dei Ministri indirizzata a tutti i sindaci, con cui il Capo del Governo chiedeva di individuare tutte quelle attività produttive o cantieri fermi la cui riattivazione potesse dare sviluppo al singolo territorio e all’Italia).  Caci in quella missiva chiedeva una decisione in merito al destino dell’impianto Enel, paventando anche la possibilità di restituire l’area al Comune per realizzare opere come villaggi turistici e alberghi. “Dovremmo decidere – scriveva Caci – quale sarà il futuro di questo sito che, ormai fermo da due anni e mezzo (anche se beneficia del decreto per l’emergenza gas), è diventato un peso economico per lo Stato e psicologico per i cittadini di Montalto di Castro. Al momento, la scelta fatta anni fa di avere questa servitù sul territorio non porta benefici a nessuno: l’Enel paga l’IMU che rimane solo in piccola parte nel comune. Come conseguenza abbiamo meno investimenti sul territorio a causa del minor gettito Imu (perdita posti di lavoro) e tagli del personale anche per le ditte che lavorano all’interno del cantiere, visto che le richieste di manutenzioni sono diminuite. Mi chiedo, quindi, considerato un piano energetico generale che spero il Governo riesca ad adottare, se non fosse utile, qualora non se ne avesse bisogno, smantellare completamente questo opificio, restituendo l’area (che è di fronte al mare) al Comune il quale potrebbe autorizzare opere come villaggi turistici e alberghi, facendo rifiorire un’economia turistica oggi penalizzata anche dalla presenza della centrale stessa. Al contrario, utilizzare l’impianto così com’è, abbandonato e tenuto fermo, si rivelerà come l’ennesimo esempio di sperpero di denaro pubblico”. La centrale Alessandro Volta, di proprietà Enel, è una centrale termoelettrica a policombustibile da 3600 MW di potenza elettrica. E’ nata su disposizione del Governo De Mita nel 1989 in prossimità dell’incompiuta centrale elettronucleare Alto Lazio, della quale ha sfruttato parte del sito e le prese per l’acqua a mare già realizzate. L’impianto è composto di quattro sezioni a vapore da 660MW alimentate ad olio combustibile denso e da otto piccoli turbogas da 120-125MW Nuovo Pignone (125MW) e Fiat (120MW) abbinate a coppie in ciclo combinato ai gruppi a vapore. E’ la centrale termoelettrica più potente in Italia, ma oggi poco, anzi per nulla, utilizzata. Come affermato dalla stessa Enel la centrale Alessandro Volta fa parte dei 23 impianti termoelettrici non più competitivi sul cui futuro Enel ha avviato un’ampia riflessione per individuare soluzioni sostenibili e condivise in grado di valorizzare i siti, salvaguardando ambiente e occupazione». Sulla questione interviene anche il Pd che invoca chiarezza sull’argomento. “Montalto e Pescia hanno già dato. Abbiamo già visto grandiosi progetti afflosciarsi su loro stessi, abbiamo già visto promesse di lavoro ridursi a misere speculazioni finanziarie o a vere e proprie truffe a danno del territorio e degli imprenditori, abbiamo già visto ignorare e stravolgere la naturale vocazione turistica e paesaggistica del nostro territorio in nome di uno sviluppo mai arrivato. Sulla fantomatica possibilità della conversione della Centrale Enel in un termovalorizzatore crediamo doveroso invocare la massima trasparenza e la massima serietà. All’amministrazione comunale, titolare della funzione di governo del territorio, chiediamo pertanto: di chiarire se ha notizia di volontà o di incontri in merito ad una possibile trasformazione della Centrale Enel. Di esplicitare in tal caso quale sia la posizione della Giunta e della maggioranza in merito; di favorire e promuovere un’ampia e partecipata discussione con la cittadinanza di Pescia e di Montalto. Le scelte che riguardano il territorio non possono passare sulle teste di chi lo vive. Non doveva accadere prima, non può accadere adesso, non dovrà accadere mai più”. (Ale.Ro.)

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