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Fosso Manganello: sei denunce

Fosso Manganello: sei denunce

Proseguono le indagini della Capitaneria di porto a Cerveteri. Scoperti diversi sversamenti illeciti: nel mirino della Procura anche funzionari e dirigenti comunali. Scarichi abusivi e depuratori: controlli a tappeto in tutto il comprensorio

CERVETERI – Sono sei, finora, le persone denunciate per i reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, falsità ideologica in atto pubblico e danneggiamento nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e condotta dalla Capitaneria di Porto nell’ambito dell’indagine sugli scarichi abusivi che ha investito il comune di Cerveteri. Indagini ancora aperta, per accertare ulteriori eventuali reati. Tra gli indagati anche funzionari e dirigenti del Comune, con l’avvio anche dell’iter per danno ambientale, che corre di pari passo con la vicenda penale. L’inchiesta rientra nell’ambito di un’attività più ampia di tutela ambientale che nel 2014, in modo particolare, ha visto interessata la zona nord del litorale e che si concentrerà invece verso sud, Tarquinia ed entroterra, in questo anno. L’indagine degli uomini del comandante Giuseppe Tarzia su Cerveteri ha interessato il fosso Manganello, che attraversa la città tramite un canale sotterraneo tombato in cemento armato. «Sono stati effettuati con l’ausilio dell’Arpa Lazio – hanno spiegato dalla Capitaneria – campionamenti del fosso sia a monte, prima dell’ingresso nel percorso sotterraneo, sia a valle, all’uscita del percorso e prima della confluenza nel fiume Vaccina. I risultati analitici hanno evidenziato una importante contaminazione fecale all’uscita del percorso. Sono quindi seguite acquisizioni di informazioni, studi delle planimetrie relative alle reti fognarie interconnesse con il percorso sotterraneo del fosso ed ovviamente ispezioni del percorso sotterraneo». Ispezioni eseguite grazie all’utilizzo di un moderno Drone, dotato di rilevatore Gps per la video-ispezione del tratto sotterraneo del fosso e di eventuali scarichi irregolari. Scarichi irregolari di acque reflue nere non depurate che effettivamente sono stati rilevati. Anzi, sono state rilevate macroaree della città di Cerveteri che scaricavano le acque reflue nere in collettori che si immettevano direttamente nel fosso Manganello, prive di ogni regolare processo di depurazione. In sostanza è stata fatta luce sulla presenza di una lottizzazione edilizia totalmente sprovvista di allaccio alla normale rete fognaria, e che quindi, in assenza di ogni attività di depurazione. Oltre ai verbali ai 60 titolari degli scarichi abusivi, sono state quindi denunciate sei persone. Ma l’attività non si è fermata solo a Cerveteri. Si è proseguito con una serie di controlli presso i maggiori impianti di depurazione del comprensorio. Nei comuni di Tolfa ed Allumiere sono state riscontrate varie irregolarità amministrative. A Santa Severa Nord sono stati denunciati i gestori del depuratore per il reato di gestione illecita di rifiuti, scaturita dal palese mancato smaltimento dei fanghi di risulta. A Santa Marinella, in località la Sassola, è stato evidenziato un abbandono irregolare di materiali considerati rifiuti speciali, cui ha fatto seguito l’identificazione e denuncia dei responsabili. «L’intensa attività di polizia ambientale – ha sottolineato Tarzia – ha portato importanti risultati: 26 persone denunciate alla Procura a e 79 sanzioni amministrative comminate per un totale fino a 4.400.000 euro. Il dato più importante di tutta l’operazione, tuttavia, non può che essere l’aver diffidato tutti i soggetti inadempienti a risolvere con immediatezza le criticità riscontrate, al fine di rendere più chiare e pulite le acque del litorale, e contribuendo a rendere le aree costiere maggiormente fruibili a cittadini e turisti».

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