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"Pronti a bloccare i porti"

"Pronti a bloccare i porti"

Il presidente Luciani boccia la bozza di riforma con la quale il ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi vorrebbe cancellare le compagnie portuali

CIVITAVECCHIA – Arriva come un fulmine a ciel sereno e ha tutta l’aria di diventare un vero e proprio terreno di scontro la bozza di decreto legge presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico Federica Guidi. Al punto 4 dell’articolo 20 poche righe che andrebbero a rivoluzionare l’intero mondo del lavoro portuale. “L’articolo 17 della legge 84-94 è abrogato. Gli affidamenti diretti dei servizi di questo articolo cessano entro il 31 dicembre 2015”. In parole povere la nozione di “compagnia portuale” potrebbe scomparire: l’idea sembra essere quella di liberalizzare la fornitura di lavoro temporaneo per l’esecuzione delle operazioni portuali e dei servizi portuali autorizzati, attualmente appannaggio delle sole compagnie. Compagnie che hanno decenni e decenni di storia portuale alle spalle, 118 quelli della Cpc locale, e che negli anni hanno garantito il proprio lavoro in modo professionale, con formazione continua e sicurezza; dal ‘94, data di entrata in vigore della legge sulla portualità, lavorano in virtù proprio dell’articolo 17. Ma non solo. Si andrebbero anche a trasformare piloti, ormeggiatori e rimorchiatori da società di interesse generale a società private. «Un’entrata a gamba tesa da parte di un ministro – ha tuonato il presidente della Cpc Enrico Luciani – che forse il mare ed i porti neanche li ha mai visti. Cancellando le compagnie i lavoratori saranno ancora più carne da macello, e si potrà dire addio alla sicurezza, alla formazione, alla professionalità». Anzi, Luciani rilancia, ribadendo la figura del portuale europeo, con Civitavecchia che potrebbe già garantire 36 figure. «Civitavecchia è un modello da prendere come esempio anche per quello che riguarda il lavoro portuale – ha aggiunto – con tariffe ferme da anni, senza scioperi, con grande professionalità. E quindi può dire la sua sulla portualità, come dovrebbe farlo l’Italia, che è una banchina proiettata sul mare, in Europa, dettando lei le regole».  La Cpc, sostenuta anche dai rappresentanti di piloti, ormeggiatori e rimorchiatori, auspica che si tratti soltanto di una provocazione, pronta a rientrare. «Altrimenti – hanno spiegato – risponderemo difendendo il nostro lavoro con tutte le forze». E ci ha pensato la Filt Cgil a rimarcare proprio questo punto. «Stiamo seguendo da vicino questa vicenda – ha spiegato Alfonso Astuti – e siamo pronti a mobilitarci, bloccando i porti fuori dall’autoregolamentazione». L’iniziativa del ministro Guidi arriva del tutto inaspettata, con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che sta coordinando un gruppo di studio, formato da esperti e consulenti, che dovrebbe mettere mano proprio alla riforma dei porti. Gruppo di lavoro del quale fa parte anche il presidente di Molo Vespucci Pasqualino Monti, «al quale – ha aggiunto Luciani – innanzitutto esprimiamo solidarietà per gli attacchi ricevuti. Invitiamo lui, così come il sindaco Antonio Cozzolino, la politica locale, a partire da SeL e Pd, i parlamentari del territorio ad intervenire. E perché no, invitiamo il premier Renzi ed il ministro Guidi a visitare il nostro porto, eccellenza italiana, per toccare con mano cosa significa e come si gestisce il lavoro portuale».

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