Pubblicato il

Trasferimento comunali: mozione urgente

Trasferimento comunali: mozione urgente

I consiglieri di centrosinistra Piendibene, Stella, Di Gennaro, Tidei e Mecozzi, insieme a Grasso e Perello, invitano la giunta a tornare sui propri passi revocando le delibere

CIVITAVECCHIA – Una mozione urgente, che scaturisce da una sollecitazione del sindacato, che mira a sospendere gli effetti dele delibere di giunta con le quali si approva il piano della performance di Palazzo del Pincio per gli anni 2014/2016 e si trasferiscono in altri uffici circa 50 dipendenti comunali. È quella firmata dai consiglieri di centrosinistra Marco Piendibene, Rita Stella, Marco Di Gennaro, Pietro Tidei e Mirko Mecozzi e da quelli de La Svolta Massimiliano Grasso e Daniele Perello all’indomani di quanto disposto dai Cinque Stelle. Le delibere in questione sono la 113/2014 e la 3/2015 “dove – hanno spiegato – vengono approvati anche documenti relativi al trasferimento nominativo di circa 50 dipendenti comunali da settori di loro competenza a servizi diversi o da istituire. Un documento di nove pagine, non firmato da alcun dirigente, non sottoscritto e non ricompreso nell’oggetto della deliberazione”. I consiglieri parlano di modifiche sostanziali nell’ambito dei rapporti di lavoro stipulati con i dipendenti, “incidendo in modo rilevante sulle mansioni ad essi assegnate – hanno aggiunto – senza addurre alcuna sorta di giustificazione in ordine alle categorie funzionali scelte ed all’indicazione dei criteri, che sono stati adottati per la loro identificazione. Inoltre questo deliberato è affetto da vizi di merito ed illegittimità per carenza di motivazione, incompetenza dell’organo, violazione dei principi generali di alcuni articoli del testo unico del pubblico impiego e del codice civile”. Tutti motivi per i quali, attraverso questa mozione, i consiglieri propongono di revocare, in autotutela, per vizi di merito e legittimità, le due delibere, dando mandato anche ai dirigenti di revocare gli ordini di servizio in merito. “Insieme ai nomi dei 50 dipendenti – hanno poi aggiunto i consiglieri – non si rinvengono i criteri che, a monte, hanno guidato le scelte dell’Amministrazione, che invece sembrano essere poste in essere secondo un mero arbitrio ed in contrasto con le esigenze di trasparenza dei procedimenti amministrativi. Allo stesso modo non sono poste in evidenza le esigenze di economicità, efficienza e buon andamento, che potrebbero giustificare le scelte compiute, esponendo l’Amministrazione ad inutili controversie giudiziali da parte dei soggetti, che potrebbero ritenersi lesi dagli atti assunti”. Oltre alla revoca delle delibere, in subordine, la richiesta dei consiglieri è quella di ordinare al Segretario Generale “la trasmissione della presente proposta con allegate delibera n.113/2014 e 3/2015 al Prefetto di Roma, al Ministero degli Interni, affinchè provvedano all’avvio del procedimento di annullamento straordinario previsto dall’art.138 D.Lgs 2671 e sospendano, in via cautelare – hanno concluso – gli atti adottati, a tutela dell’unità dell’ordinamento e rispetto delle procedure di legge, in quanto affetti da vizi di illegittimità,. Ma anche di inviare la  proposta di deliberazione, ognuno per gli aspetti di propria competenza, agli organi di controllo interno ed esterno, con notifica alla Corte dei Conti, all’Oiv ed al Collegio dei Revisori dei Conti”.
 

ULTIME NEWS