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Tirrenica: i cittadini di Tarquinia si incatenano sull'Aurelia

Tirrenica: i cittadini di Tarquinia si incatenano sull'Aurelia

Gli esponenti del Comitato per il diritto alla Mobilità hanno inviato una lettera  alla Sat, alla prefettura di Viterbo e alla procura della Repubblica di Civitavecchia nella quale mettono nero su bianco la richiesta della data e dei tempi di realizzazione del ponte sul fiume Mignone e della viabilità che manca. Ma dalla società nessuna risposta e si prepara una nuova azione di protesta

TARQUINIA – Sfidando il freddo, i rappresentati del comitato per il diritto alla Mobilità, contrari alla realizzazione dell’autostrada tirrenica, si sono incatenati davanti all’ingresso per la Farnesiana, sull’Aurelia. I cittadini di Tarquinia da ieri sono tornati in strada per chiedere risposte ufficiali alla Sat, circa la data e i tempi di realizzazione del ponte sul fiume Mignone e della viabilità che manca a Tarquinia. Davanti ad un cordone di forze dell’ordine – Polizia, Carabinieri, Finanza e Digos – i cittadini di Tarquinia, capitanatati da Marzia Marzoli e Marco Tosoni, hanno srotolato striscioni per chiedere la realizzazione delle complanari perché “Non possiamo più aspettare” e per ribadire che “L’Aurelia è morta. Aveva 2300 anni”. “Considerata la recente dichiarazione sui mezzi stampa del Sindaco di Tarquinia – hanno scritto i cittadini in una lettera inviata stamane alla Sat, alla prefettura di Viterbo e alla procura della Repubblica di Civitavecchia e consegnata nelle mani di un agente della Digos – il quale afferma che le opere della variante di cui sopra, saranno realizzate nel Lotto 6A, quindi prima dell’entrata in esercizio dell’autostrada prevista da Sat stessa, nei primi mesi del 2016, chiediamo di conoscere la data ed i tempi previsti per la realizzazione del ponte e le relative complanari, con relativo crono programma”. “I cittadini che da ieri stanno manifestando sulla strada Melledra Farnesiana – hanno scritto i rappresentanti del Comitato –  come è ben noto sono ormai da anni preoccupati per la mancanza di una viabilità alternativa all’autostrada che garantisca il diritto alla mobilità a residenti e utenti dell’attuale Aurelia delle zone di Farnesiana, Pantano, Pian Boaro, Pian degli Organi e Montericcio, anche a causa dell’assenza di un ponte sostitutivo sul fiume Mignone. Per questo motivo abbiamo avviato dal 2011 una serie di manifestazioni pubbliche e azioni legali con esposti e ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, finalizzate a chiedere che venisse realizzata quella viabilità integrativa, che Sat stessa ha ben riconosciuto necessaria, inserendola nella variante al lotto 6A, nel Lotto 6B, la cui realizzazione appare improbabile”. “Grazie al tribunale del Consiglio di Stato, Sat ha finalmente scoperto le carte – da giorni ripetono dal comitato –  nella memoria di costituzione per l’udienza in camera di consiglio del 20 gennaio, depositata presso Consiglio di Stato sez IV la Sat dichiara tranquillamente che tra pochi giorni chiuderà l’accesso alla strada Melledra Farnesiana, convogliando il traffico sul giro di Peppe per una settimana circa, senza adeguare la strada poderale, per realizzare la rampa di accesso che in via transitoria sposterà il traffico sull’attuale carreggiata nord della costruenda autostrada, fino a quando, gennaio 2016, l’autostrada non entrerà in esercizio e per il traffico locale non rimarrà che quella viabilità esistente e quei 14 chilometri”. “Del ponte sostitutivo sul fiume Mignone – rimarcano dal Comitato – nessuna notizia, nonostante le domande incalzanti degli avvocati dei ricorrenti per avere il crono programma dei lavori del ponte e della viabilità integrativa promessa da Sat nella variante del febbraio 2014, ma diventata incerta viste le sorti incerte dell’opera stessa”. La variante infatti, assente nel progetto esecutivo del lotto 6A, era stata inserita nel lotto 6B, ad oggi fermo sulla carta, e il ponte riconosciuto di “pubblica utilità”. “Ancora oggi la Sat del ponte non vuole parlare e per questo si è reso necessario l’invio al tribunale di un’istanza di prelievo, finalizzata a vincere le resistenze e le reticenze della società ed avere finalmente risposte certe”, hanno spiegato dal Comitato. “Ora la domanda che viene da farsi è: che peso dare all’ennesima promessa del ponte affidata alle parole del Sindaco di Tarquinia e non a quelle ufficiali di Sat? – concludono dal Comitato – Se i ponti fossero fatti di promesse, di carta e di inchiostro, il nostro sindaco ce ne avrebbe già costruiti almeno 4, uno per ogni anno da quando è cominciata questa storia. Purtroppo per fare un ponte ci vogliono dei progetti firmati e con delle date di inizio e fine dei lavori, con un crono programma dettagliato, reso pubblico, per dare il massimo della chiarezza e trasparenza”.  “La stessa Sat  – ha spiegato Marzia Marzoli – ha riconosciuto l’importanza di questa viabilità che non è solo il ponte. Sottratta l’Aurelia, mancano infatti le strade per la viabilità primaria, una viabilità che si chiama complanare e sembra qualcosa di accessorio ma non è  così. Il ponte che manca deve collegare, lato mare, tutta la zona che va verso Civitavecchia e verso Tarquinia. Quindi non è solo il ponte. La Sat stessa dice di doverlo fare, lo presenta a febbraio 2014, ma poi non dice la cosa più importante, quando.  Il Consiglio di stato al quale noi ci siamo rivolti per l’ennesima volta, per avere garanzie che queste complanari vengano realizzate, fortunatamente ci ha permesso di mettere in luce due verità: la Sat dichiara lei stessa che tra qualche giorno questa strada la chiuderà, e quindi noi rimarremo per qualche tempo con una viabilità vergognosa con quello che noi abbiamo definito “il giro di Peppe”. Chiusa questa strada, all’inizio del 2016 quando diventerà un’autostrada, non ci sarà una viabilità, perché c’è soltanto il sottovia; e si può arrivare soltanto fino al distributore, non raccordato con nient’altro, a meno che non si percorrono 15 chilometri. Quello che ci teniamo a dire è che il ponte è soltanto ciò che di più significativo noi abbiamo sempre cercato di far realizzare, ma di fatto manca una complanare che sostituisce e ricuce il territorio ad una strada millenaria che ci stanno togliendo.  Chiediamo di avere la possibilità di parlare sia con l’ufficio stampa sia con la Sat stessa  e dirgli che i cittadini sono incatenati in attesa di risposte e non dovrebbero stare qui”. Lapidarie le considerazioni della Marzoli in merito alle rassicurazioni del sindaco Mazzola che nei giorni scorsi ha dichiarato che il ponte si farà e che la Sat a breve invierà i documenti ufficiali. “Sono almeno quattro anni che inseguiamo i commenti del sindaco di Tarquinia che ha  sempre una lettera che deve arrivare – tuona la Marzoli – Noi comprendiamo che lui ha un grosso problema politico: non ha lavorato al momento giusto per questa realizzazione del ponte ed ora si trova comunque in estrema difficoltà, ma questo però è un problema politico che noi non condividiamo, perché la Sat non può aspettare quanto vuole per dirci queste cose. La memoria depositata da Sat presso il Consiglio di Stato, per l’istanza cautelare è molto precisa, quindi dice che chiuderà a giorni e che all’inizio del 2016 l’autostrada è pronta. Se sa queste cose, come mai  non parla del ponte? Non si può non parlarne. Quando Sat è stata incalzata dai nostri avvocati non hanno risposto, dunque questo ponte loro lo hanno messo come progettazione ma di fatto non riescono proprio a dire la data, perché non rientra nel lotto 6A e tenteranno di farlo, quando? Il lotto 6B lo sappiamo tutti è quasi certo che non lo faranno. Saranno tutti i residenti di Tarquinia a pagare per il mancato completamento dell’opera. Noi parliamo di una zona che macroscopicamente è tagliata fuori, la Farnesiana, ma è chiaro che è un problema di tutta Tarquinia. Basta parlare  della complanare lato monte: chiunque volesse andare a Montalto di Castro senza l’autostrada non ci può andare. E dunque noi non stiamo parlando solo della Farnesiana, parliamo soprattutto della Farnesiana perché è molto più facile farlo capire, ma questo è un problema di tutto il territorio”. Agguerrito un residente incatenato, che non accetta le distinzione del sindaco Mazzola che fino ad oggi ha detto di voler parlare solo con i ‘’veri residenti della Farnesiana’’. “Eccoci- dice – noi siamo tutti qui, non è solo un problema di residenza, ma è un problema di difendere un diritto alla viabilità, indipendentemente da chi ci abita. Tutti i tarquiniesi e i civitavecchiesi vengono danneggiati, quella del sindaco Mazzola è una polemica sterile e senza costrutto, assurdo dire chi abita può parlare e chi non abita non può parlare. All’interno dei residenti della Farnesiana ci sono posizioni univoche, anche se poi c’è chi si fa parte attiva e chi meno”. Incalzanti le parole di Marco Tosoni che rappresenta soprattutto il forte disagio delle aziende agricole della Farnesiana: “Ci siamo incatenati e aspettiamo notizie, da Sat e dal Ministero, su chi deve fare il ponte e la viabilità e quando ciò avverrà. Non accettiamo dichiarazioni da chi deve fare politica come il sindaco, che sono anni che ripete le stesse cose. Ma vogliamo informazioni da fonti ufficiali. Le aziende agricole ad oggi sono quelle che sentono in maniera più grave il problema. Fino a prova contraria una macchina può salire sull’autostrada ma un trattore o una mietitrebbia non possono percorrere l’autostrada e quindi sono costretti a fare i giri impossibili, e non soltanto per i chilometri in più ma perché sono strade impraticabili per i mazzi agricoli. Chiediamo quindi delle garanzie prima della chiusura della strada e conseguente chiediamo di rinviare la chiusura stessa. In un qualsiasi paese normale e in una qualsiasi progettazione normale, prima di togliere una alternativa alla viabilità, si sarebbe costruito il ponte, qui invece è successo esattamente il contrario. I comunicati del sindaco lasciano il tempo che trovano, perché dire che il ponte si farà a noi non basta, perché sono quattro anni che ce lo dicono. Quindi, documenti alla mano, prima di chiuderci dentro alla Farnesiana, chiediamo che ci sia una viabilità alternativa degna di questo nome”. “Non è giusto né accettabile – aggiunge un’altra residente incatenata che lo stato permette di far sparire l’Aurelia, che è una strada statale, e poi pensa come alternativa di dare una sistemata ad una viabilità che era preesistente e che quindi veniva usata solo a livello poderale o comunque in alternativa all’Aurelia. Assurdo togliere una strada statale per non dare in cambio niente e per fare dei pezzetti divisi di viabilità alternativa. Dicono poi di sfruttare la Litoranea, che sappiamo in che condizioni è, è stata infatti solamente asfaltata. Ci vengono a dire perché l’Aurelia era pericolosa, ma così la Litoranea sarà ancora più pericolosa. Le strade di connessione con la Litoranea, inoltre, sono in condizioni disastrose. Noi abitiamo in campagna, ciò significa che per qualsiasi cosa noi ci dobbiamo spostare verso la città, per ogni necessità, dalla più banale alla più importante o urgente, dobbiamo fare chilometri. Chi ha figli, si trova a fare avanti e indietro anche tre o quattro volte al giorno, pertanto se ci si obbliga a fare più del doppio dei chilometri di strade che hanno una sicurezza minore, un limite di velocità inferiore, una larghezza pressoché ridicola, considerato che si tratta di una zona agricola, è chiaro che non c’è più alcuna convenienza ad essere cittadini tarquiniesi. E’una questione di tempo, di costi e di qualità della vita. Ci è stata tolta una strada statale: una strada pubblica, cioè di tutti; una strada che collegava tutto il territorio e lo cuciva completamente. In cambio, almeno, ci dovevano dare un’alternativa degna di questo nome, vale a dire una viabilità continua che collegasse tutto il territorio; e non un puzzle di strade preesistenti”.  Il Comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia dopo  due giorni di attesa sulla strada Melledra Farnesiana al freddo, nel pomeriggio ha sciolto il sit-in e in vista della conferma che “non ci sono reali intenzioni di realizzare il ponte e le relative complanari”, si concentra per la prossima iniziativa in occasione della chiusura della strada Melledra Farnesiana. I cittadini ribadiscono che “solo grazie alla grande mobilitazione che per fortuna non si è mai interrotta, è stato possibile svelare le false verità che vengono date in pasto alla stampa per rassicurare la cittadinanza con l’intento di demotivare e vanificare i legittimi sforzi e le rivendicazioni della comunità”.”Ancora una volta abbiamo ricevuto il silenzio imbarazzante della Sat che dimostra di non saper dare risposte – affermano dal Comitato – La notizia apparsa sui giornali nella quale il sindaco si prendeva il merito della realizzazione del ponte, altro non era che una semplice comunicazione del Ministero delle infrastrutture alla Sat in cui si chiedeva di ‘verificare dal punto di vista tecnico la possibilità di anticipare … la realizzazione di alcune sistemazioni della viabilità secondaria … sì da individuare congiuntamente eventuali procedure autorizzative e le relative coperture economiche’. Queste generiche righe rappresenterebbero la grande vittoria del sindaco che ha dato per certa l’imminente realizzazione di un’opera che ancora non possiede né le procedure autorizzative né le relative e ipotetiche coperture economiche”. “Rinnovando l’impegno del comitato – dicono i cittadini di Tarquinia – ricordiamo al Sindaco che in fondo Cassandra, da lui citata nel comunicato, alla fine aveva ragione e prevedeva ciò che sarebbe accaduto.   La mobilitazione continua e fin quando non ci sarà una risposta seria e documentata, il Comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia diffida la Sat dal chiudere la strada Melledra Farnesiana anche perché la viabilità cosiddetta alternativa, descritta superficialmente come un ferro di cavallo, è assolutamente inadeguata e allo stato attuale anche al di sotto dei necessari standard di sicurezza stradale”.  (Ale.Ro.)

 

 

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