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Estorsione a luci rosse: il Riesame annulla l’ordine di arresto

MONTALTO. Libera la giovane donna straniera accusata di far parte di un sodalizio criminale. La romena, all’epoca dei fatti incinta di 4 mesi, sarebbe stata molestata sessualmente da un 76enne del posto

MONTALTO. Libera la giovane donna straniera accusata di far parte di un sodalizio criminale. La romena, all’epoca dei fatti incinta di 4 mesi, sarebbe stata molestata sessualmente da un 76enne del posto

MONTALTO  – La giovane romena, incinta di quattro mesi, è stata vittima di una violenza e non carnefice. Il Tribunale del Riesame ha così completamente annullato l’ordinanza di arresto della ragazza straniera che era stata arrestata, lo scorso gennaio, in quanto, secondo l’accusa, avrebbe estorto del denaro ad un anziano di Montalto, con la complicità del marito e di un altro montaltese, minacciandolo di aver rivelato alla moglie di aver avuto un rapporto sessuale con lei. La richiesta di denaro, secondo l’accusa, si sarebbe prolungata nel tempo, per alcuni mesi, con il gruppo di estorsori che sarebbero arrivati a chiedere seimila euro per il loro silenzio sulla violenza. I giudici del tribunale del Riesame hanno invece creduto alla versione del legale della ragazza, l’avvocato Marzia Sbragaglia, che fin dall’inizio aveva invece sostenuto che era stato proprio l’anziano invece ad aver molestato sessualmente la ragazza. A dimostrazione della propria tesi, l’avvocato Sbragaglia ha portato una serie di prove, a cominciare dai referti medici del pronto soccorso, dove la ragazza si è rivolta subito dopo aver subìto la violenza da parte del settantaseienne. La decisione dei giudici del tribunale del Riesame ribalta completamente quella che era stata l’ipotesi accusatoria con le indagini condotte dal commissariato di Tarquinia su coordinamento del sostituto procuratore Valentina Zavatto. L’indagine ha messo in luce due diverse versioni: quella della giovane donna romena che accusava un anziano 76enne di violenza sessuale e quella invece del vecchietto che ha raccontato agli inquirenti di essere da tempo sotto ricatto e pressato da parte della giovane donna e dei suoi presunti fiancheggiatori. Il fatto risale allo scorso 13 maggio, quando la giovane donna si è recata prima al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia, riferendo di essere stata violentata poche ore prima da un anziano a lei noto, e poi presso il commissariato di Polizia per sporgere denuncia. Da qui l’indagine per violenza sessuale tramutatasi poi in accusa di tentata estorsione per i tre arrestati. «La giovane donna non sceglieva nessuna vittima – aveva detto l’avvocato Sbracaglia – Al contrario, è una vittima di una violenza sessuale, avvenuta, grazie al cielo, una sola volta. Dopo questo evento, la ragazza non ha avuto più relazioni intime con il marito e si trova in una situazione di forte sofferenza». (a.r.)

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