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«Vogliamo una piazza di cui essere orgogliosi»

S. Marinella. Rocchi: «Avviato un percorso partecipato e trasparente»

S. Marinella. Rocchi: «Avviato un percorso partecipato e trasparente»

S. MARINELLA – «Un percorso partecipato e trasparente per una piazza di cui essere orgogliosi». Questo il leit motiv di chi ha organizzato l’assemblea pubblica che si è tenuta sabato per parlare della nuova piazza comunale. «Il Sindaco dovrebbe essere d’accordo con noi – dicono gli organizzatori – perché spendere al meglio i soldi di tutti è la sua prima responsabilità. Cittadini, associazioni e forze politiche sono in crescente agitazione. Il progetto della nuova piazza centrale che la Giunta vorrebbe imporre, non funziona, non serve e non piace. Non si tratta solo di gente di sinistra, sono cittadini interessati al problema. L’opera è importante e il costo è alto. E se si interrompe un percorso sbagliato fin dalle premesse, non dovremo subirne domani le conseguenze come troppe volte ormai è accaduto sul nostro territorio. Abbiamo organizzato degli incontri e sempre più persone sollecitano nuovi appuntamenti per conoscere, per capire meglio, per proporre. Soprattutto rimangono sorpresi dal fatto che di questo progetto non ne avevano mai sentito parlare. Questo è uno degli aspetti più gravi della vicenda, perché il progetto è stato tenuto praticamente segreto». «È importante invece – sottolinea il consigliere Rocchi – che i cittadini non siano costretti a comprare una piazza a scatola chiusa, quello che stiamo facendo è aprire la scatola. Ciò che viene spacciato come il progetto della piazza centrale è piuttosto il progetto della copertura di un parcheggio, senza il minimo rispetto per il valore dell’ambiente in cui si dovrebbe inserire. Gran parte delle risorse sarebbero impiegate nei due piani di sosta auto completamente interrati, al di sotto dell’attuale livello dell’area. L’impegno per la piazza e il centro polifunzionale e cioè una sala riunioni con bagni in proporzione è ridicolo. Difficile capire perché non ci si sia orientati su una modalità di intervento che possa essere realizzato da maestranze locali. Saremo costretti ad appaltare a ditte che verranno da fuori perdendo in un colpo solo un’opportunità di occupazione e il ritorno della spesa nell’economia locale. È bene sottolineare che il Comune ha commissionato un solo progetto senza valutare possibili alternative. Ma chi spenderebbe un mucchio di soldi senza prima poter valutare e scegliere? Chiediamo al sindaco la disponibilità a ragionare con i cittadini» (G.B.)

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