Pubblicato il

Cresce il lavoro portuale

Cresce il lavoro portuale

Il network, tra bilanci e prospettive, punta a dare il proprio contributo al rilancio del Sistema Italia nel 2015

CIVITAVECCHIA – Da porto commerciale legato a traffici regionali e di collegamento marittimo con la Sardegna a hub logistico di primario livello mediterraneo ed europeo. Con ricavi stimati in crescita costante fino agli 85,16 milioni (+10,96%) al 2019. È questo il salto compiuto, nell’arco degli ultimi tre anni, dal network portuale di Roma e dei porti del Lazio, nonostante la congiuntura economica non favorevole. Un sistema che, con il piano strategico dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, ha tagliato importanti traguardi, a cominciare dal ruolo di scalo leader del Mediterraneo assunto e fortemente consolidato nel settore delle navi da crociera, con gli oltre 2.600.000 transiti annui e punte giornaliere di oltre 45 mila passeggeri e turisti gestiti. Non solo. Oltre alla conferma di scalo leader di riferimento per la filiera di alimentazione dell’insediamento siderurgico di Terni, altro punto di forza è il recentissimo avvio di traffici strategici per il sistema produttivo nazionale, come nel caso della produzione automotive Fca realizzata nello stabilimento di Melfi e destinata al mercato del Nord America. Per la prima volta viene attivata una linea diretta dal porto di Civitavecchia per i porti di Halifax e Baltimora, rendendo possibile la produzione di autovetture in Italia che avranno un marchio americano e gireranno in 100 diversi Paesi del mondo con il più grande armatore italiano del settore Ro-Ro Grimaldi Group.
Altro obiettivo raggiunto è rappresentato dall’avvio della fase realizzativa del nuovo terminal container, alla base della “Piattaforma Lazio”, con caratteristiche oceaniche in grado di accogliere unità da 18 mila teus, e la conquista della leadership nel traffico ortofrutticolo con l’attivazione della prima linea diretta che l’Italia avrà attraverso il porto di Civitavecchia avrà con il Guatemala, la Costa Rica e la Colombia attraverso l’armatore genovese Cosiarma. All’elenco si aggiungono l’utilizzazione dei criteri dell’economia circolare per la trasformazione del porto storico in Marina Yachting e il ruolo di soggetto attuatore della zona franca aperta nelle aree portuali e retroportuali.
È sulla base di questo piano strategico, degli appalti programmati e in corso di realizzazione e i progetti di potenziamento operativo, che il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta punta a dare il proprio contributo al rilancio del Sistema Italia nel 2015. A cominciare dalla creazione di nuovo opportunità lavorative anche di elevata professionalità. Su questo fronte, il sistema portuale laziale ha visto una costante crescita negli anni: infatti, da 5000 addetti portuali si è passati ai 6.800 previsti dal budget dello scorso anno. Il percorso virtuoso imboccato dal sistema portuale laziale consente ora di prevedere un effetto positivo sulle entrate correnti. Nel 2015, sono attesi ricavi per 57,42 milioni di euro, con un incremento dell’11,15% nel 2016 a 63,82 milioni. Il trend di crescita continua nel 2017 con 67,18 milioni (+5,25%), nel 2018 con 76,75 milioni (+14,24%), nel 2019 85,16 milioni (+10,96%). Il risultato economico dell’ente portuale nel 2014 vede una riduzione degli utili a 4,4 milioni di euro (da budget) rispetto agli 8,6 milioni del 2013 e ai 15,4 milioni ma evidenziano una performance comunque positiva in considerazione della politica commerciale di diminuzione delle tasse e conseguente aumento dei traffici. Secondo l’Autorità portuale, dunque, la politica gestionale e gli interventi infrastrutturali consentiranno di rafforzare la propria capacità competitiva risultato sempre di più polo attrattivo per nuovi traffici e di posizionarsi a livello nazionale tra i maggiori contribuenti in relazione alle entrate tributarie prodotte dalle merci in transito. (fonte ADNKRONOS)
 

ULTIME NEWS