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Via Garibaldi, il re è nudo

di ALESSANDRA ROSATI

Caro assessore Anselmo Ranucci, come chiaramente indicato nel titolo dell’articolo pubblicato su Civonline venerdì 30 gennaio e su La Provincia, sabato 31,  la notizia riportata riguarda  il furto subito da un commerciante, come dice Lei, proprio nel cuore del centro storico. Per non fornire risposte, ha tentato, in maniera del tutto distorta, di spostare  il problema. È evidente che la questione delle prostitute è la rabbia e lo sfogo di un commerciante, su una strada centrale non più transitabile. Si tratta di una chiara esasperazione di chi, su quella strada, lavora da decenni. In verità, anziché esprimere una netta posizione sull’argomento, come ci si sarebbe aspettati da un buon amministratore che ha a cuore la propria città, si è preferita la strada del fango. E quella sì che lede l’immagine della città di Tarquinia e di chi ci abita.  Chi ha titolato di prostitute a ‘‘Via Garibaldi nell’ora di punta’’, caro assessore, è stato proprio Lei, pensando bene di postare su facebook  una fotografia di giovani donne a cosce e culi scoperti. Un’offesa data in pasto all’infinito universo del social network con un’immagine indecorosa di Tarquinia, espandendo a dismisura una informazione artatamente distorta. Una grave, gravissima, caduta di stile.  La vicenda Le è sfuggita di mano e la macchina del fango ha cominciato a lavorare. Ci si sarebbe aspettati una puntuale  replica da assessore. Non certo offese. Strano che un amministratore non abbia ritenuto di dover focalizzare l’attenzione su un furto subito da un suo concittadino. Eppure, in tante altre circostanze simili, sono state spese belle parole contro ladri e vandali, attraverso comunicati fatti recapitare a tutte le testate giornalistiche. Incremento di telecamere, maggiore illuminazione e controlli: questi ed altri i temi che avremmo voluto leggere all’indomani della notizia. E invece, stavolta, il nulla. Almeno su queste pagine. Eh sì, perché il buon amministratore che ha a cuore l’immagine della sua Tarquinia ha ritenuto di intervenire su altro giornale, che peraltro la notizia neanche l’aveva trattata. Ai lettori le dovute considerazioni. Eppure il Comune, ente pubblico per eccellenza, è dotato di un ufficio stampa che viene pagato con i soldi di tutti i cittadini e non certo di una parte di lettori affezionati all’una o all’altra testata giornalistica di gradimento dell’assessore. Un ufficio stampa dovrebbe essere utilizzato per dare questo tipo di risposte. Altrimenti per che cosa? Per fare propaganda politica? Caro assessore, il diritto di cronaca è un diritto che va tutelato. Raccogliere testimonianze, come fa ad esempio un giornalista, dovrebbe essere sempre considerato un arricchimento: per tutti. Per i cittadini-lettori che possono elaborare una propria opinione sugli eventi che accadono; per l’amministrazione comunale, che Prima, tra tutti, è chiamata a fornire risposte ai quesiti e problemi che vengono sollevati; per tutti gli altri organi istituzionali che, analizzando quelle stesse testimonianze, possono valutare, nella loro piena competenza, se sussistono elementi di approfondimento. Qualcuno, caro assessore, probabilmente è uscito dal proprio ruolo di amministratore per vestire i panni di un fomentatore di folle, piuttosto che scegliere la strada della Comunicazione pubblica, la via più sana e trasparente per affrontare un dibattito. Anche acceso. Forse quel bar non è, o non è più, il Suo preferito, ma stante il forte rancore che emerge, ci viene il sospetto che forse dietro tutto questo ci sia dell’altro. A tal punto che preferisce rinunciare al diritto di replica, che pure esso costituisce arricchimento conoscitivo per i lettori, su fatti ed opinioni che, grazie a Dio, ancora i giornali possono offrire a favore di una informazione libera e completa. Ha scelto la via dell’offesa, avviando  una crociata politica mal posta e mal riuscita. Le uniche cose sulle quali ci si doveva interrogare Le sono sfuggite: come mai Tarquinia è  arrivata a subire furti nel cuore del suo centro?! C’è qualcosa che si può migliorare? Noi riteniamo di si: si può sempre migliorare. Un buon amministratore si sarebbe posto queste domande e si sarebbe affrettato a fornire le dovute risposte e non avrebbe affatto giocato con l’immagine della città e con quella di un giornale. Il re è nudo.

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