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L'Anpi di Civitavecchia saluta il "Comandante Rendina"

CIVITAVECCHIA – E’ stata aperta nella Promoteca la camera ardente di Massimo Rendina per l’ultimo saluto in Campidoglio, l’ultimo saluto ad un altro pezzo di memoria e storia vivente della Repubblica, che si è spento domenica all’età di 95 anni. Il cordoglio di tutto il mondo politico e culturale nazionale e ovviamente non mancano i saluti dell’Anpi di Civitavecchia attraverso le parole del sul portavoce David Stella, segretario del circolo “Ezio Marroncelli”.  Rendina era un giornalista e partigiano, presidente del comitato provinciale dell’Anpi di Roma, protagonista e testimone della lotta di Liberazione. “Lo ricorderemo con affetto e immensa gratitudine per i suoi insegnamenti, facendo tesoro della sua esperienza, senza necessità di aspettare ricorrenze o celebrazioni, lo porteremo nel cuore e nella mente, ogni giorno- afferma Stella- il nostro è un paese dalla memoria corta, alternata, tutti fascisti fino al 25 luglio del ’43, tutti antifascisti a Liberazione avvenuta. Fino a pochi decenni fa si cantava Bella ciao nelle scuole, oggi, provate a chiedere agli adolescenti, il 25 aprile è un giorno di festa, perché non si va a scuola, o, tutt’al più, roba da comunisti. Il proliferare delle memorie istituite per legge, il dovere della condivisione, hanno finito con lo svilirne il senso, generando omissioni, mistificazioni e confusione. “Quello che manca,- aggiunge il portavoce dell’Anpi di Civitavecchia- è una approfondita contestualizzazione storica sulle secolari radici dell’antigiudaismo e dell’antisemitismo, sulle origini dei ghetti e della stella gialla, che non sono invenzioni naziste. Per il Giorno del ricordo si è scelto il 10 febbraio, che non è la data di alcuna foiba, bensì del trattato di Pace di Parigi, creando una sovrapposizione e linearità tra foibe ed esodo degli italiani sprovvista di fondamenti storici,  si è scelto dunque di mettere in discussione i confini stabiliti nel 1947, facendo proprie le tesi della destra revanscista e ultranazionalista, alla faccia dell’Europa senza frontiere. Il rischio della memoria a gettone e del proliferare delle celebrazioni è di generare un effetto opposto a quello perseguito: nel calderone dei ricordi la storia è sottoposta a un lifting , pronta a uso e consumo della politica e di un pubblico pronto a confonderla con la fiction. Da alcuni anni e fino allo scorso anno il circolo Anpi di Civitavecchia ha dedicato a queste tematiche diversi momenti di riflessione nell’ambito di iniziative inserite in progetti articolati, svolti in collaborazione con la Provincia di Roma e poi con l’Ufficio Istruzione del Comune di Civitavecchia, che hanno visto il coinvolgimento di studenti e insegnanti e il supporto dell’Archivio Centrale di Stato, dell’ Unione Comunità Ebraiche di Roma, della Federazione Nazionale Insegnanti e di storici professionisti”.

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