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«Agraria, Antonelli si dimetta»

«Agraria, Antonelli si dimetta»

TARQUINIA. I gruppi d’opposizione incalzano il presidente dopo la bocciatura sullo statuto. «Inutile il passaggio politico con l’eventuale verifica interna al Pd»

TARQUINIA – “Alle parole seguano i fatti. Antonelli non ha più i numeri per governare, rassegni immediatamente le dimissioni e faccia mea culpa,  inutile il passaggio politico con il segretario del Pd  Angelo Centini ed eventuale verifica interna”. I gruppi consigliari d’opposizione dell’Università Agraria di Tarquinia (Forza Italia, Pdl e Nuovo Centrodestra) commentano così quanto accaduto venerdì sera in consiglio, in merito alla bocciatura del nuovo statuto proposto dal presidente Alessandro Antonelli. “La modifica del nuovo statuto dell’Università Agraria – affermano dall’opposizione – è stata bocciata dalla sua stessa maggioranza, evidente che al loro interno ormai da tempo manca dialogo e  concertazione. L’egemonia del Pd ha stancato oltre la cittadinanza anche i suoi stessi alleati. Dopo anni passati tra mille ascese, ad Antonelli è mancato lo sprint finale. Si assuma le responsabilità politiche ed amministrative, rassegnando le dimissioni come già anche dichiarato giorni fa”. “Una favola senza lieto fine – commentano ancora le forze di centrodestra – Spazzato via anche il tentativo demagogico di stravolgere come sempre la realtà dei fatti.  Hanno avuto a disposizione 10 anni per proporre al consiglio la modifica dello statuto, oggi, a soli 4 mesi dalle elezioni non ha veramente alcun senso. Siamo stati sempre per ottimizzare, cosa non fatta dalla sua amministrazione. Sui compensi per gli amministratori si poteva agire da subito, tagliando le indennità in bilancio di previsione, sul numero degli assessori nessuno ha mai vietato al presidente di limitarne il numero, purtroppo è sempre prevalsa la logica delle spartizioni, sull’incompatibilità tra amministratori del Comune e dell’Università Agraria ricordiamo ad Antonelli che nella sua stessa maggioranza ci sono consiglieri dal doppio scranno consigliare che gli hanno permesso di governare sino ad oggi. Sul turno unico inutile buttarla in politica, come per il Comune nei centri con più di 15.000 mila abitanti è previsto il turno di ballottaggio. Rifiutiamo questo tipo di accuse. Non sentiamo nessuna responsabilità economica sulle spalle, basta con il “predichiamo bene e razzoliamo male”. Riteniamo opportuno che ad approvare un’eventuale nuovo statuto sia la prossima amministrazione di qualunque natura politica, senza pacchi già preconfezionati che possono alludere altro”.


 

 


 

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