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Consumi in calo, la Confcommercio un primo bilancio

CIVITAVECCHIA –  Nel 2014 i consumi dei civitavecchiesi e degli italiani arretrano ancora; non si tratta del crollo degli anni precedenti (-6,7) ma sempre di calo si tratta (-0,7). I civitavecchiesi non consumano perché non hanno soldi; dopo avere fatto i conti con le varie spese,nelle tasche delle famiglie civitavecchiesi non rimane niente. Questa l’analisi della Confcommercio tramite il suo segretario generale Tullio Nunzi; “Unica soluzione è rilanciare quella domanda interna, un’azione decisa per ridurre le tasse e una burocrazia più veloce”.

“Semplice a dirsi, ma il problema dei problemi a Civitavecchia sono le partecipate, su cui è calato un silenzio di tomba,ma che continuano a drenare risorse e rendere problematici i bilanci comunali;a fronte ovviamente di servizi scarsi e inefficienti.
A Civitavecchia come altrove un freno ai consumi, oltre a una pressione fiscale assurda,sono le cosiddette spese obbligate: bollette affitti,trasporti,sanità, assicurazioni pesano ormai per oltre il 40% dei consumi.

“Le imprese a loro volta- conclude Nunzi- non riescono più a sostenere tasse che cambiano nome ed esattore,ma che continuano a crescere.Le partecipate comunali sono una vera e propria palla al piede per lo sviluppo,colme di clientele e privilegi;sinistri scricchiolii si avvertono un po’ in tutte le società. Se non si interviene presto e se non si avviano processi di ristrutturazione e  revisione, la città e le imprese continueranno adavere  un deficit di competitività insormontabile,con tutte le conseguenze che porterebbero alla fine della libera impresa”.

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