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«Antonelli in 9 anni non ha mai ridotto gli assessori»

AGRARIA. Anna Rita De Alessandris smentisce il presidente sulla vicenda statuto e grida alla ''farsa''

AGRARIA. Anna Rita De Alessandris smentisce il presidente sulla vicenda statuto e grida alla ''farsa''

TARQUINIA – «Inqualificabile. Non mi viene in mente nessun altro aggettivo che possa descrivere meglio l’atteggiamento di Antonelli, che in preda ad un raptus di rabbia chiama alcuni membri dell’opposizione per chiedere lumi in merito ai manifesti che chiedono le sue dimissioni. Falso ‘‘l’aver chiamato tutti, uno ad uno’’, come invece ha dichiarato su Facebook. Mai ricevuta una sua telefonata. Ed è stato meglio così. Avrei giudicato intollerabile e offensivo anche il più timido tentativo di redarguimento, qualora questo fosse stato il fine». «Antonelli in 9 anni non ha mai ridotto gli assessori»Anna Rita De Alessandris, capogruppo di Forza Italia dell’Università Agraria di Tarquinia, condanna senza appello il comportamento del presidente dell’Università Agraria, Alessandro Antonelli. «Un comportamento più consono ad un bambino permaloso e prepotente che alla più alta carica dell’Università Agraria di Tarquinia – incalza la De Alessandris – Agli amici del presidente, ai simpatizzanti, agli iscritti del Pd, ai suoi alleati di maggioranza, voglio far presente che le opposizioni, per buona pace di tutti, svolgono il proprio ruolo nel modo che ritengono migliore. Non devono chiedere ad alcuno il permesso del loro operato. Se tutto ciò disturba, amen. Ce ne faremo una ragione. L’aver apostrofato quei manifesti ‘‘da prima Repubblica’’ mi spinge però a ricordarle, Presidente, un manifesto di alcuni anni fa in cui l’operato di Franco Simeone, allora assessore provinciale all’Agricoltura del Pdl, venne attaccato duramente per la vicenda della riserva dei funghi ferlenghi. Simeone, voglio ricordarlo, fu l’assessore che la istituì con un provvedimento provinciale.  Ricordo ‘‘Vergogna’’ stampato a carattere cubitali sui manifesti voluti dal suo partito». «Certamente – commenta la De Alessandris – non ci fece piacere leggerlo ma non ci sfiorò neppure lontanamente l’idea di chiamarla al telefono. Modi diversi di interpretare la politica. Ci faccia una cortesia: si astenga da simili commenti in futuro». Al centro, anche il cambiamento di comportamento del presidente Antonelli nel giro di pochi giorni: «Noto con piacere però – aggiunge infatti Anna Rita De Alessandris – che ha recuperato in fretta il suo modo spavaldo: l’aveva perso all’ultimo consiglio, quando è stato messo in minoranza da alcuni componenti della sua stessa maggioranza con cui oggi ha fatto nuovamente la pace. Ci spiegherà poi su quali punti ha raggiunto l’intesa con il Polo dei Moderati. Intesa che ha indotto il partito di Bacciardi ad  un ripensamento tanto repentino. Siamo certi, comunque, che ai nostri  cittadini l’acume non manchi  e che si siano già fatti un’idea ben precisa». Poi il passaggio sulla riforma con uno statuto che non ha mai obbligato la nomina di sei assessori: «Non ci spieghiamo proprio – dice la consigliera azzurra – come mai il presidente Antonelli ha dovuto attendere nove anni di amministrazione prima di accorgersi che il sistema elettorale che lo ha fatto eleggere per ben due volte va cambiato perché troppo dispendioso e che le regole dell’Esecutivo necessitino di essere riscritte. Per convincerci della bontà della riforma, il nuovo statuto prevede ‘‘una Giunta composta dal presidente e da un numero massimo di 3 assessori, assicurando la differenza di genere’’.«Antonelli in 9 anni non ha mai ridotto gli assessori» Lo statuto attualmente in vigore invece  recita così: ‘‘La Giunta è composta dal presidente e da un massimo di 6 assessori, di cui uno è investito della carica di vicepresidente. L’indennità di funzione spettante agli assessori è determinata annualmente in sede di approvazione del bilancio di previsione’’. Nessun obbligo di nominare 6 assessori, anzi permette di averne un numero inferiore. Antonelli avrebbe potuto averne 4 o anche meno in tutti questi anni ma ha fatto lo gnorri e ne ha nominati fino a sei. Immaginiamo per evitare numerosi mal di pancia». «Proseguendo con la lettura del medesimo articolo – aggiunge la De Alessandris – al punto 5 leggo: ‘‘agli assessori è concessa un’indennità di presenza nei limiti massimi del 50% di quanto previsto per il Comune di Tarquinia’’.  Attualmente agli assessori comunali spettano circa 1200 euro mensili lordi. La riduzione del 50% porterebbe l’indennità di presenza a 600 euro lordi: la stessa cifra che prendono attualmente i consiglieri dell’Agraria. Ma di quale risparmio parla il Presidente?? L’attuale statuto non impedisce di diminuire il costo di funzionamento della Giunta ma nulla è stato fatto in tal senso. Quello in vigore inoltre non impedisce ad una donna di essere nominata assessore ma il presidente Antonelli ha aspettato 2 anni per nominarne una e dopo che Sara Torresi ha lasciato l’incarico al suo posto è stato nominato nuovamente un uomo». «Al di là delle belle parole, presidente Antonelli – conclude la consigliera di FI – e delle lezioni morali che dovrebbe rivolgere a se stesso in primis, a parlare per lei rimangono i fatti e quelli dicono che in questi nove anni lei non ha voluto ridurre il numero degli assessori, delle loro indennità, non ha voluto una donna in Giunta ne come presidente del consiglio. A noi non rimane altro che attendere la convocazione di un nuovo consiglio, così come annunciato da Centini. Non so dirle Presidente cosa faranno gli altri consiglieri di opposizione ma posso dirle cosa faremo noi di Forza Italia:  guarderemo la faccia tosta di chi l’ultima volta ha espresso la propria contrarietà, mettendola in minoranzama dopo essersi accordato nelle segrete stanze ed aver raggiunto l’obiettivo alzerà le mani in favore del suo Statuto. Le facce della “nuova” politica» (Ale.Ro.)                                                                                                                                                              

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