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Cgil, Cisl e Uil: "La città è nell'emergenza sociale"

CIVITAVECCHIA- Le segreterie della Cgil, della Cisl e della Uil della città lanciano l’allarme esprimendo una forte preoccupazione rispetto ad alcuni fatti d’attualità, che secondo l’analisi dei sindacati, rischierebbero di portare il  territorio verso una vera e propria emergenza sociale connessa la lavoro.“Ci riferiamo al recente fallimento di ICPL, socio unico della nuova società dell’Interporto dove operano oltre 40 lavoratori. Alle difficoltà nella trattativa tra Comune di Civitavecchia e Italcementi per la bonifica, riqualificazione e sviluppo di una grande area al centro della città che avrebbero dovuto comportare molti posti di lavoro. Su questo tema insistono problemi enormi legati anche alla tutela della salute dei cittadini, stante la presenza cospicua di amianto nel Sito dell’ex fabbrica Italcementi a ridosso di abitazioni, attività commerciali e lavorative e scuole. Alla ormai interminabile fase di interruzione di ogni attività da parte della Privilege Yard in un’area pubblica del Porto data in concessione dall’Autorità Portuale, con la conseguente condizione di lunga disoccupazione per oltre 200 lavoratori”.

“Insistono poi nella città e nel comprensorio tanti altri drammi connessi all’assenza del lavoro e al rischio che possa continuare l’emorragia occupazionale in ragione di tante vicende, a partire dal futuro delle municipalizzate di Civitavecchia e alle sorti di oltre 400 dipendenti.
Incertezze per il futuro del lavoro, inoltre, stanno pesantemente segnando i più importanti poli economici del territorio: Porto e Polo Energetico. Tutto questo in una città come Civitavecchia e in un distretto (RM F 1) rispetto ai quali gli indicatori in nostro possesso rappresentano una realtà, già oggi, segnata da percentuali di disoccupazione abbondantemente superiori rispetto a quelle della nazione e regione Lazio. Già oltre il 15% al 1/1/13 (dati Istat). Parliamo di una situazione ai limiti della sopportabilità sociale in ragione della quale, di concerto con le Segreterie stiamo valutando la necessità di coinvolgere – in maniera stringente – la Regione Lazio”.

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