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Migranti, un "hub" a Civitavecchia

Migranti, un "hub" a Civitavecchia

Lo ha confermato il prefetto Mario Morcone nell'ultima audizione in Senato. La Cgil auspica l'eventuale coinvolgimento dei lavoratori locali

CIVITAVECCHIA – “L’obiettivo è quello di dar vita a una infrastruttura diffusa sul territorio che preveda una primissima accoglienza nei porti, nonché dei centri hub in tutte le regioni nei quali verificare i requisiti per la richiesta d’asilo; infine un successivo trasferimento all’interno del sistema Sprar. Sono state individuate alcune strutture della Difesa a Messina, Bari, Civitavecchia e San Giuliano di Puglia, affinché vi siano realizzati questi hub, come già avviene a Bologna nell’ex centro di identificazione ed espulsione”. Questo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal prefetto Mario Morcone, Capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno, che ha fatto un primo bilancio sul sistema di accoglienza in Italia e un’analisi sull’articolato e complesso meccanismo messo in piedi dal Ministero dell’interno, nel corso di un’audizione alla commissione straordinaria per i diritti unamni del Senato. E Civitavecchia è tornata con forza alla ribalta, con Morcone che ha parlato della realizzazione qui di un “hub” in quella caserma De Carolis che però, ad oggi, è ancora in stato di abbandono. Ma c’è chi ipotizza l’allestimento di una tendopoli temporanea, in attesa poi della riqualificazione della struttura.
E di migranti, porto e De Carolis si è parlato anche a Ladispoli, nell’ambito della assemblea pubblica promossa dalla Cgil territoriale sui temi dell’accoglienza, della solidarietà, immigrazione, inclusione ed integrazione. “Se il porto di Civitavecchia e la caserma De Carolis – ha commentato il segretario della Cgil Cesare Caiazza – dovranno essere utilizzati come punti e strutture per lo “smistamento” di profughi e rifugiati, occorrerà prevedere “procedure e protocolli” certi e trasparenti.
Bisognerà anche, a differenza di quanto avvenuto nelle precedenti esperienze, che vi sia una importante ricaduta occupazionale sul territorio rispondendo, almeno in parte, alla grave emergenza del lavoro che lo segna. Tra i necessari lavori per la ristrutturazione e la realizzazione delle strutture necessarie e le attività per l’accoglienza, è presumibile ipotizzare centinaia di occasioni occupazionali. Un lavoro di qualità, con diritti e tutele, da mettere al servizio di una iniziativa volta all’accoglienza umanitaria e alla solidarietà”. Secondo la Cgil “guardando a quanto emerso relativamente all’inchiesta “Mafia Capitale” – ha aggiunto Caiazza – occorre chiedere una immediata apertura di confronto con tutte le Istituzioni preposte. Il ruolo del porto di Civitavecchia ed eventuali momenti di accoglienza dovranno essere fondati su scelte logistiche, progetti e su una gestione, all’impronta della piena Legalità e trasparenza. Un’esperienza nella quale, senza lasciare nulla al caso e all’improvvisazione, si dia il massimo di aiuto e conforto agli immigrati non contrapponendoli ma integrandoli con il tessuto cittadino”. L’idea lanciata è quella dell’apertura di un tavolo con Governo, Prefettura, Regione Lazio, Comuni del territorio, forze sociali ed associazioni “finalizzato – ha aggiunto – a definire le più idonee ed opportune modalità di gestione per un positivo contributo ad un’emergenza che purtroppo si preannuncia lunga. Il modello al quale guardare è quello della Toscana, fatto di smistamento di piccoli gruppi di migranti, in maniera diffusa, su tutto il territorio regionale; evitando concentramenti di migliaia di persone nello stesso sito”. L’obiettivo è quello di evitare di ripetere quanto avvenuto del 2011, “quando Civitavecchia fu coinvolta attraverso l’utilizzo della caserma De Carolis come sede per l’accoglienza di profughi e rifugiati. Una vicenda – ha ricordato Caiazza – segnata da grande e caotica improvvisazione che, tirando le somme, non ha fornito un’accoglienza di qualità ai migranti, creando disagi e paure per la comunità che ancora, in ragione delle code, si trascinano nell’oggi”.
Intanto tra una decina di giorni il sindaco Cozzolino dovrebbe incontrare proprio il prefetto Morcone per discutere di questa eventualità.

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