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"No alla soppressione dell'Ater"

"No alla soppressione dell'Ater"

Osservazioni presentate dal consigliere regionale di SeL Gino De Paolis che parla di "un errore strategico assolutamente evitabile"

CIVITAVECCHIA – “Ritengo che la soppressione dell’Ater di Civitavecchia sia un errore strategico assolutamente evitabile”. Lo ha scritto il consigliere regionale di SeL Gino De Paolis nell’osservazione presentata alla relazione sul riordino delle Ater e che prevede, al posto delle sette attuali, un’unica Ater per Roma e cinque uffici territoriali corrispondenti ai capoluoghi di provincia, nell’ambito degli accorpamenti disposti dalla Regione anche nell’ottica di una spending review. “Appena presentata questa relazione – ha spiegato De Paolis – modificabile, essendo uno scheletro di quella che poi è la proposta da presentare al consiglio, sono subito andato a parlare con il presidente Zingaretti e con l’assessore competente Refrigeri, per sottolineare come sia sbagliata la scelta di far scomparire Civitavecchia”. De Paolis ha infatti ricordato che proprio l’Ater locale è l’unica in attivo, con un patrimonio di oltre 20 milioni di euro spendibili subito per la realizzazione di nuovi alloggi per sanare, almeno in parte, l’emergenza abitativa. E possiede un patrimonio immobiliare vasto, con circa 2.500 unità immobiliari gestite. Con un eventuale accorpamento questo “tesoretto” finirebbe in un unico “calderone” e certo non sarebbe speso esclusivamente per il territorio. Stesse proteste sono giunte dalla dirigenza dell’Ater. Strade diverse, ma unico obiettivo. “Venerdì l’assessore Refrigeri – ha aggiunto De Paolis – in commissione ha comunicato, verbalmente, la volontà dell’istituzione di un sesto ufficio territoriale, quello appunto di Civitavecchia. Ma non ci è bastato. Quelle stesse osservazioni, infatti, le protocollerò il 27, giornata in cui possono essere consegnate”. Perché secondo De Paolis non sarebbe valida, per Civitavecchia, la motivazione del risparmio. “Grazie da un lato ad un’oculata gestione delle risorse umane – si legge infatti nelle osservazioni – la pianta organica è composta da solo 26 unità e l’incidenza del costo del personale è da anni al di sotto del 40%, e dall’altro una morosità contenuta e fisiologica nei canoni di locazione pari a circa il 10% annuo, l’Ater riesce a garantire un sostanziale equilibrio nella gestione corrente, nonostante la limitata entità dei canoni di locazione percepiti. Oggi l’Ater  del comprensorio di Civitavecchia, in un quadro di tagli lineari agli enti di prossimità, rappresenta uno dei pochi esempi di istituzione pubblica virtuosa e finanziariamente florida che riesce a dare risposte concrete attraverso piani precisi alle richieste dell’utenza. Unico punto di riferimento – ha concluso De Paolis – per fronteggiare la drammatica emergenza abitativa che investe il territorio di Civitavecchia,  peraltro peggiorata in questo periodo di crisi”. 

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